Il presidio
IL COMMENTO / La città riconquista i suoi spazi
Il sindaco ha detto che la riapertura del Comune vecchio è una svolta concreta. Ci auguriamo che Cecina riesca a riappropriarsi anche di altri spazi chiusi da troppo tempo - L'ARTICOLO
Ci sono voluti sei anni per riaprire il Comune vecchio o palazzetto dei congressi. L'edificio che dal 1863 campeggia in piazza Guerrazzi, davanti alla statua della Maremma assetata, poco più a nord il corso Matteotti e il Duomo, quasi un rispettoso osservatorio sul centro, testimone di quella porzione di città che è la Cecina storica, o meglio quello che ne rimane, e il suo cuore commerciale. Sei lunghi anni ci son voluti per ridare ai cecinesi il loro Comune vecchio, punto di ritrovo culturale e sociale - la sala del palazzetto ha sempre ospitato le sedute dei consigli comunali, gli incontri politici, le assemblee studentesche, mostre ed eventi artistici. Sei anni. Cantieri interrotti e ripresi, e infinite polemiche, contro un anno scarso secondo le previsioni iniziali: il tempo tecnico stimato per realizzare le opere di ristrutturazione.
Questo è il primo dato: l'attesa. Il tempo dilatato. Paradigma tutto italiano dei disservizi della pubblica amministrazione, il ritardo che fa indignare i cittadini. Li spazientisce, fa perdere loro la fiducia e li allontana dalla politica. Finalmente msrtedì 23, dopo sei anni, il Comune vecchio ha riaperto. Tantissimi i cecinesi accorsi in piazza. Tra loro si respirava aria di festa, e non solo per l'atmosfera natalizia. E questo è il secondo dato: la voglia della gente di riappropriarsi di spazi comuni, dei loro spazi, che in questo caso sono spazi sociali e storici. Sono la piazza "fisica", sono la città, sono gli eventi pubblici. Un segnale importante per i politici e gli amministratori: vuol dire che quella dimensione collettiva, quella voglia di partecipazione su cui tanto si discute non sono spariti. Sono solo sopiti. E la colpa non è solo del cambiamento culturale e dei media virtuali. Mettiamo pure nel conto quei ritardi dell'amministrazione nella realizzazione delle cose, quella cesura tra il dire e il fare. È vero, ci sono problemi oggettivi: c'è il patto di stabilità, ci sono poche risorse, ma c'è anche l'esigenza di rivedere i meccanismi degli enti, di avvicinarli ai tempi della vita di tutti i giorni.
Il sindaco ha detto che quell'apertura è una svolta concreta, che la città torna a sorridere. Ce lo auguriamo. E ci auguriamo che Cecina riesca a riappropriarsi anche di altri spazi chiusi da troppo tempo: uno su tutti il famoso "apriti Sesamo", il centro sociale di via Ambrogi, incomprensibilmente mai aperto. O l'arena della terrazza dei Tirreni, arrugginita sotto i colpi del tempo. I lavori di ripulitura sono iniziati pochi giorni fa, ci auguriamo che il recupero continui. E che non rimanga una buona intenzione.
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