Il presidio
La buona educazione fa volare gli aquiloni
San Vincenzo, gli studenti delle medie con i genitori sul prato della Cittadella delle associazioni
SAN VINCENZO. «No, è così». «Ma che dici? Così non vola!». Genitori e figli insieme, a costruire aquiloni per farli volare. Un’immagine poetica ripetutasi per circa un’ora in mezzo a una vera e propria folla di adulti e studenti delle classi prime e seconde della locale scuola media, i quali si sono dati appuntamento il 18 dicembre alle 15 sul prato esterno della Cittadella delle associazioni di via Pertini per la conclusione del progetto “Stare bene insieme a scuola”.
Un progetto regionale finanziato dalla stessa Regione Toscana e gestito dalla Asl 6 di Livorno, che ha come responsabile la dottoressa Becherini, come referente per la Val di Cornia la dottoressa Basso e come collaboratrice la dottoressa Ghini, che ha seguito in prima persona il progetto a San Vincenzo. In questi mesi di lavoro i ragazzi delle medie hanno potuto parlare di sé, liberamente e senza timori né blocchi. Giovedì decine e decine di persone, tra genitori, figli e insegnanti, si sono dati da fare nel costruire gli aquiloni. Una giornata insieme, con i simpatici sfottò fra babbi, mamme e bambini su chi avesse fatto meglio o peggio l'aquilone, prima di correre tutti insieme per il prato per farli volare.
«Il progetto – spiega Ghini – intende favorire la comprensione di norme di convivenza fondate sul rispetto reciproco e sviluppare le abilità necessarie a rafforzare l'autostima e la capacità di ascoltare le proprie emozioni, al fine di riuscire ad affrontare positivamente i conflitti quotidiani. I destinatari del progetto sono gli alunni ed i loro genitori, partecipanti attivi rispettivamente negli interventi pedagogici nelle classi e negli incontri formativi con le famiglie in un processo di scambio, di collaborazione e cooperazione. La finalità è quella di promuovere un coerente contesto educativo (famiglia-scuola) per il benessere affettivo, emotivo, relazionale e sociale di tutti i soggetti coinvolti, attraverso la costituzione di gruppi “peer educator” tra alunni e tra genitori tesi a favorire l'accoglienza dei nuovi ingressi alla scuola secondaria di 1º grado». Da qui l’obiettivo principale, tanto difficile da raggiungere sempre, ma con maggior ragione in una comunità chiusa e complicata come quella sanvincenzina: costruire una comunità educante. «L’obiettivo principe – prosegue Ghini – è la costruzione di un’alleanza educativa, di una comunità educante fondata sulla reciprocità, fiducia, condivisione e consapevolezza dei ruoli. L’evento finale del laboratorio di aquiloni vuole essere un momento culturale di interazione e comunicazione fra i soggetti dell’ambito scolastico e non solo». Condividere il tempo e lo spazio, appunto. Una cosa che manca sempre di più al giorno d’oggi e con i ritmi vertiginosi del vivere quotidiano.
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