Il Tirreno

«Il teatro di Vada è un luogo aperto dove si fa cultura»

«Il teatro di Vada è un luogo aperto dove si fa cultura»

L’appello di Chiara Migliorini e Fernando Giobbi di “Lotus”: questo è uno dei centri più attivi della Toscana

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VADA. Chiara Migliorini e Fernando Giobbi sono due giovani operatori teatrali, attori e registi dell'associazione Lotus, attivi tra le province di Livorno, Pisa e Grosseto con corsi di teatro, teatro-danza, flamenco, scrittura creativa e arti circensi per bambini, ragazzi e adulti e con l'organizzazione di Festival dedicati all'arte di strada e all'artigianato artistico come Flambé, Quo Vadis, Pomarance In Piazza e Contamina... Collaborano con lo staff dell'Ordigno dal 2010 attraverso l'organizzazione e la conduzione di un corso di teatro per adulti che in questi anni ha riscosso un grande successo, avvicinando al teatro persone del territorio. Perché difendono l’Ordigno? «L'Ordigno - scrivono - è stato il luogo, il contesto che ha dato avvio a molti dei nostri progetti artistici. Perché all'Ordigno ci sentiamo a casa, perché appena si entra si respira umiltà e disponibilità, apertura mentale. Il teatro di Vada è uno dei teatri più attivi della Toscana. E questo purtroppo non viene preso in considerazione.

«Ma noi, che viviamo di questo mestiere, che giriamo e che vediamo cosa succede in giro, lo possiamo dire a gran voce. É un teatro che si apre al territorio: e anche questo è un fatto che accade sempre meno. Vediamo sempre più spesso grandi istituzioni artistiche che professano la diffusione della cultura e che invece chiudono ogni possibilità al territorio, ai cittadini. In Italia la cultura muore perché si pensa che di cultura non si mangi. Basta vedere il caso del teatro Valle di Roma. "Un popolo senza teatro è un popolo morto" diceva Garcia Lorca. É per questo che sosteniamo in pieno la causa dell'Ordigno. Perché Vada e il territorio ne hanno bisogno, perché al suo interno circolano tantissime persone piene di iniziativa che tengono viva la comunità. E mai come ora c'è così tanto bisogno di mantenere vivi i contesti culturali in Italia».

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