Ventuno famiglie al freddo, chiuso il gas per morosità
Cecina, nuovi disagi nel condominio di palazzo San Giuseppe: c’è chi non paga da anni. I sigilli al contatore sono scattati per un arretrato lievitato a circa 70mila euro
CECINA. Ventuno famiglie al freddo. Tutte residenti nel palazzo San Giuseppe, nel blocco che guarda via don Minzoni. I proprietari di alcuni appartamenti hanno accumulato circa 70mila euro di debiti, non pagando regolarmente le bollette del metano ad Asa Trade. Una partita che con l’acquisizione della società livornese da parte di Eni è finita in carico al nuovo gestore. Che stando a quanto ricostruito da alcuni condomini esasperati dalla situazione avrebbe messo i sigilli al contatore condominiale, approfittando anche della scadenza del contratto.
Da settimane non possono accendere i riscaldamenti. Eppure in questi anni i loro pagamenti sono sempre stati regolari. «Sulla base di una divisione in millesimi tra i proprietari, paghiamo le nostre quote – afferma un rappresentante dei condomini –. Diamo i soldi all’amministratore per metano, luce, pulizia delle scale interne. Qui abitano decine di persone, anziani e bambini che più di altri faticano a tollerare le basse temperature».
Chi può si organizza, stufe elettriche e altri sistemi. Ma i disagi restano. E non è la prima volta che i contatori nel palazzo vengono sigillati. In passato il conto in sospeso con Asa Trade era lievitato a quota 100mila euro e fu necessario un piano di rientro per togliere i sigilli al contatore. La soluzione fu il pagamento di un 30% dell’insoluto. La società Eni interpellata sul caso non risponde e l’amministratore del condominio fa altrettanto. Un silenzio che non aiuta a capire.
Come ha fatto ad accumularsi un debito così alto? L’amministratore ha fatto i decreti ingiuntivi a carico dei morosi per recuperare i soldi dovuti? Le risposte aiuterebbero le diciotto famiglie in regola con i pagamenti sulle ventuno che vivono in quell’ala del palazzo a capire come sbrogliare la matassa. «Cambiare fornitore è impossibile, nessuno ci vuole perché il nostro condominio risulta tra i cattivi pagatori – spiega i rappresentante dei condomini –. Ci siamo resi disponibili a versare qualcosa in più, ma non abbiamo certo la forza di farci carico di tutta la somma». Che conclude: «L’amministratore ci nega la possibilità di staccarci dall’impianto condominiale altrimenti ci renderemmo tutti termo autonomi».
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