Il Tirreno

Campeggi non in regola, via ai provvedimenti

Manolo Morandini
Una casa mobile all'interno dei Melograni
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Una casa mobile all'interno dei Melograni

Bibbona: solo nella struttura del Comune un terzo delle piazzole "fuorilegge"

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BIBBONA. Un crollo del 33 per cento, rispetto alla stagione turistica 2013. Al campeggio I Melograni, la struttura di proprietà del Comune di Bibbona data in gestione all’Azienda speciale pluriservizi Asbi, il vuoto è di 123 piazzole su trecento. Ed è il prezzo pagato a seguito dell’intervento di sgombero delle aree dalle strutture, installate negli anni dai camperisti, in violazione dei vincoli paesaggistici. In cifre il conto è di 86mila euro. E il gestore lo ha girato al Comune «trattandosi di interventi eccezionali e per cause sopravvenute che non rappresentano opere di manutenzione ordinaria o straordinaria, ma spese riconducibili alla proprietà», si legge nella delibera del consiglio di amministrazione Asbi.

Sullo sfondo resta la querelle che ha opposto i camperisti dei Melograni, organizzati in comitato, al Comune proprio nel tentativo di arrivare a una diversa soluzione. E all’origine i controlli della polizia municipale partiti nell’estate del 2011 in tutti e quattordici camping di Marina di Bibbona in scia a un esposto alla Procura di Livorno.

Da qui l’ipotesi che non sia finita. Che l’effetto di quei controlli non si esaurisca entro i confini dei Melograni. Il fatto che il Comune sia stato il primo a mettersi in regola è forse l’avvisaglia della necessità di mettersi anche nelle condizioni di poter chiedere altrettanto ai privati con ordinanze di sgombero e ripristino.
A Bibbona i campeggi pesano come una media industria: circa trecento gli addetti in piena stagione, a cui si aggiungono gli effetti sull’indotto. E su scala provinciale nel comparto sono la realtà più grande: la capacità ricettiva è di 12mila persone e genera circa un milione di presenze a stagione. E il fatto che dai controlli del 2011 si sia arrivati a un primo provvedimento nel 2014 la dice lunga della cautela con cui l’amministrazione comunale sta maneggiando la materia. Sul tema bocche cucite nelle fila dell’amministrazione di Bibbona. Anche se dalle stanze del municipio più di una voce conferma che la vicenda non si esaurisca con I Melograni.

La linea di confine la dà il vincolo paesaggistico. Le strutture che ricadono dentro a questo perimetro stando alla legge 42 della Regione Toscana e alla circolare interpretativa che è seguita qualche anno dopo hanno più obblighi delle altre in caso d’installazione di case mobili e altre strutture, come verande e cucinotti rigidi, in legno o Pvc. Insomma, da quanto filtra dagli uffici la materia finita nelle maglie dei controlli del 2011 della polizia municipale, ma sul campo si è mossa anche la Forestale, ruota intorno alla presenza o meno dell’autorizzazione paesaggistica all’installazione delle strutture mobili in area vincolata. Una carta necessaria per mettersi al riparo da provvedimenti come quelli che hanno colpito I Melograni. Dai costi di rimozione e ripristino dei luoghi occupati dalle strutture ma anche da quelli a cascata legati alle reazioni dei campeggiatori. Nel Camping comunale uno su tre ha scelto altri lidi per le vacanze al mare.

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