Il Tirreno

«Chiederemo il riesame si tratta di un errore»

di Divina Vitale

Parla Riccardo Mariotti amministratore della società proprietaria della struttura Alle accuse vengono contrapposte le autorizzazioni e i controlli durante i lavori

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CASTAGNETO CARDUCCI. «Credo che la magistratura e gli inquirenti abbiano compiuto un macro errore. Si tratta di un villaggio turistico e mi viene attribuita la realizzazione di volumetrie che in realtà non ci sono. Le strutture temporanee non costituiscono volumetria edilizia, ma semplici manufatti a servizio della struttura». Così Riccardo Mariotti, amministratore unico della Medonoratico Srl, la società proprietaria del Paradù, risponde alle accuse che hanno portato al sequestro preventivo del villaggio in località Pianetti.

L’ipotesi di reato è quella di lottizzazione abusiva in area sottoposta a vincolo paesaggistico. Una querelle, quella relativa al recupero dell’ex Club Med, che ha radici lontane. Prima il progetto mai realizzato presentato dalla Fingen, la società con a capo i fratelli Fratini, considerato “eccessivo” per non dire eversivo, per un luogo a tutela ambientale come quello interessato e oggi nel mirino la società che fa capo a Mariotti. In testa agli esposti che si sono susseguiti negli anni i gruppi ambientalisti che, da sempre, puntano il dito contro i titoli abilitativi, ovvero la mancanza di autorizzazione a costruire e l’aumento di volumetria del villaggio.

«Resto sorpreso – sostiene Mariotti –. È un provvedimento che arriva in un momento molto particolare. Chiusa la prima positiva stagione turistica, ci accingevamo ad organizzare la prossima con, tra l’altro, un nuovo gestore della struttura. Inoltre, siamo stati controllati, passo dopo passo, nella realizzazione del villaggio e gli enti preposti, (Comune, Forestale dello Stato), non hanno mai mosso contestazioni di reato, il nostro operato è sempre stato considerato conforme alla legge». Che aggiunge: «Sono sereno perché abbiamo agito nel rispetto delle norme. Chiederemo il riesame, sono, infatti, fiducioso che ci sarà un ravvedimento in merito».

Un investimento importante quello del resort per i tempi che corrono, 45 milioni di euro targati Medonoratico Srl. Erano oltre 600 le case in legno (con recupero dell’esistente ex Club Med, i vecchi tukul per intendersi), di cui solo 194 quelle realizzate finora e si parlava anche di tende safari, ma questa parte del progetto si è arenata. L’apertura si è tradotta in oltre 200 posti di lavoro. Un respiro di sollievo per il territorio. Ma adesso è calata un’ombra sull’esclusivo resort immerso nella pineta, con affaccio sul mare. C’è incertezza sul futuro, su quello che sarà dell’ex Club Med, il villaggio francese che negli anni a cavallo tra i ‘70 e ‘80 è stato un punto di riferimento per turisti di tutto il mondo. Da quelle ceneri è nato il Paradù, che oggi è finito sotto sequestro.

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