Il presidio
Fondazione Goldoni: per la guida spuntano i nomi di Leone e Nanni
CASTIGLIONCELLO. Nelle cronache della città labronica è comparso il nome di Marco Leone tra i possibili direttori artistici della Fondazione Goldoni. Insieme a lui i nomi di Emanuele Gamba, altro...
CASTIGLIONCELLO. Nelle cronache della città labronica è comparso il nome di Marco Leone tra i possibili direttori artistici della Fondazione Goldoni. Insieme a lui i nomi di Emanuele Gamba, altro esponente di spicco nello spettacolo livornese e di Andrea Nanni, già direttore di Armunia, l'ente teatrale rosignanese. E Leone, che dirige da tempo l'Artimbanco, la scuola comunale di teatro locale, dichiara: «Non ho sollecitato la nomina e non mi sono proposto, ma dal momento che qualcuno ha ritenuto opportuno di fare il mio nome non mi sottraggo all'ipotesi». Così Leone fa presente che non ci sono dubbi sulla sua solidarietà col sindaco Nogarin, cui lo unisce la comune partecipazione al movimento Cinque Stelle. Non sarebbe quindi mancato il confronto con l'attuale sindaco di Livorno nella fase elettorale sui temi più ampi della cultura e del rinnovamento della stessa proposta teatrale. «Peraltro - sottolinea il direttore della suola teatrale - la città di Livorno ha bisogno di un forte rilancio della complessive attività culturali. La seconda città della Toscana per numero di abitanti ma anche per peso sociale ed ambientale risulta sul piano della proposta culturale del tutto inadeguata. Anche il mondo del teatro nelle sue articolazioni attende un rilancio ed un profondo rinnovamento». Rinnovamento di cui Leone vanta un'esperienza concreta condotta con particolare successo alla direzione dell'Artimbanco. Vanta poi l'esperienza di Metodi festival che conduce da oltre un quinquennio con docenti e trainer europei ed americani sulla formazione dell'attore, esperienza che nell'anno ha incontrati i riconoscimenti nelle sedi europee e dall'Unesco. Insomma Leone unisce alla professionalità della regia teatrale quella di un 'originale proposta educativa e didattica utile ai fini di un Ente come la Fondazione che si proponesse di intrattenere con la società livornese un rapporto di crescita e di cambiamento.
«C'è poi un aspetto della vicenda culturale e teatrale livornese - precisa Leone - che meriterebbe un approfondimento. Il raccordo con le realtà produttive che operano in provincia. Finora questo raccordo è totalmente insufficiente, quando non del tutto mancante. Il passaggio nuovo della Fondazione può essere anche un'occasione per mettere a fuoco proposte che superino un vuoto di iniziativa in proposito».
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