Meteo
«Mia madre mi diceva con la tua allegria camperai 100 anni...»
La storia. Lorenzo Paoletti, classe 1911, ci svela il segreto della longevità: leggere tanto e riuscire a ridere della vita
ROSIGNANO. Il signor Lorenzo Paoletti, classe 1911, è una forza della natura di 103 anni, con una storia che si lega al territorio e al paese di Rosignano in cui vive e un carattere che sorprende per energia e simpatia. Ci accoglie nella sua casa di Rosignano con la figlia Laura e il cognato Beppe. «Sono nato a Livorno nel rione Stazione, il 28 dicembre 1911, eravamo in 4, tre maschi e una femmina, io ero il figlio più piccolo - racconta -. I miei fratelli si chiamavano Ilo e Otello e la mia sorella Luisa. Mio padre era capotreno e ci fece studiare tutti, anche mia sorella. A quei tempi non sempre facevano studiare anche le ragazze. Studiammo tutti ragioneria e io ero molto bravo - rievoca il signor Paoletti -: mia mamma diceva sempre che avrei campato cent'anni con il carattere che avevo. E aveva ragione». Il signor Paoletti infatti sorprende per la sua eccezionale tempra e per la sua simpatia. La sua casa è piena di immagini, foto di modelle e importanti attrici, foto del Livorno calcio di cui è un appassionato tifoso, di nipoti e bisnipoti e copie del Tirreno e della Settimana enigmistica. «Tutti i giorni legge il giornale e mette da parte gli articoli che gli piacciono di più e fa tutti i cruciverba e i giochi di logica della Settimana enigmistica, abbiamo la casa piena eppure ogni giorno ne dobbiamo comprare altri», spiega la figlia Laura.
Il signor Paoletti è stato un istruttore di ginnastica, appassionato in particolare al tennis e al calcio e poi è stato capo ufficio alla Stanic di Livorno e successivamente alla Solvay. «Ho avuto molte fidanzate da giovane - aggiunge - poi finalmente ho incontrato Bianca, che sarebbe diventata mia moglie nel '44. Ci sposammo durante i bombardamenti, arrivammo a Montenero in bicicletta apposta per sposarci e fu proprio in quel giorno che gli aerei bombardarono». Alla morte della moglie i figli del signor Paoletti gli regalarono una cagnolina che visse 13 anni; il signor Lorenzo decise di chiamarla “Rebi” unendo il suo nome “Renzo” a quello di sua moglie Bianca.
Spesso il signor Lorenzo, mentre racconta alcuni episodi della sua vita, parla anche in francese e in tedesco correntemente e poi ride, cercando gli occhi dei suoi cari intorno a lui. «Certo 103 anni sono molti, e gli acciacchi dell'età ovviamente ci sono, però mio padre ci sorprende sempre con il suo carattere, ci rasserena tutte le volte che lo veniamo a trovare», racconta la figlia Laura.
«Il francese lo studiavamo a scuola, il tedesco durante la guerra iniziai a parlarlo e ancora riesco a ricordarlo», spiega il signor Paoletti. E aggiunge: «La mia giornata è molto abitudinaria: mi sveglio alle 7, colazione con il caffellatte, poi leggo i giornali e mi faccio la barba da solo e mi occupo dei miei pesci rossi!»
Alla fine della visita recita le poesie di Pascoli, Alfieri e cita la Divina Commedia, un attimo di concentrazione e subito le parole tornano vivide alla mente, lucidissima, del signor Lorenzo.
Silvia Trovato
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
