Il Tirreno

«Strade pericolose, dipingo io le strisce»

di Anna Cecchini
«Strade pericolose, dipingo io le strisce»

Castiglioncello. Un turista che viene in vacanza da 25 anni: «Il Comune non ha fatto nulla, neppure dopo tragedie in cui sono morti ragazzi»

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CASTIGLIONCELLO. Una lunga serie di scatti orizzontali e verticali, dai quali appare effettivamente chiaro che le “zebre” sulle strade castiglioncellesi non godono di ottima salute: sono sbiadite quasi ovunque e in qualche tratto di carreggiata si percepiscono appena. Gabriele Bollini ha superato il limite, lui che a Castiglioncello viene in ferie da 25 anni dato che sua moglie è del posto, non ce la fa davvero più a sostenere l’incuria che regna lungo le strade della Perla. E così, prima di tutto ha deciso di fotografare tutte le strisce pedonali nel centro del paese, e poi ha addirittura pensato di ridipingerle con un gruppo di amici.

Bollini chiarisce di comprendere le difficoltà economiche con cui devono fare i conti gli enti pubblici. «Dato che lavoro in un Comune del bolognese», spiega. «Piuttosto che rischiare la mia vita e quella delle mie figlie - dice l’uomo - in giro per Castiglioncello propongo di fare una colletta fra cittadini preoccupati e andiamo a rifarle noi». Una proposta che l’uomo collega «all’articolo 118 della Costituzione, che regola il principio di sussidiarietà sulla base del quale potremmo dipingere le strisce direttamente noi pedoni». Un’idea, questa di Bollini, che potrebbe concretizzarsi a breve, dato che l’uomo ha già trovato la vernice, «quella specifica per le strisce pedonali, che è diversa dalle altre». Non solo, ha già alcune adesioni.

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