Il presidio
Furti sulle tombe le vittime si ribellano «Vogliamo controlli»
Loretta Fantozzi lancia un appello: «Ci rubano i ricordi Il cimitero è un luogo della memoria, deve essere tutelato»
CECINA. Sono ladri di memoria e di affetti. Pochi giorni fa l’appello-denuncia di un pensionato di Cecina esasperato per i continui furti di fiori sulla tomba della moglie. Ora la protesta arriva da una signora di Rosignano. Loretta Fantozzi, 58 anni, casalinga di Rosignano Solvay, è rimasta vedova da pochi mesi. La visita al cimitero, nel dolore per la perdita del marito, è un omaggio all’amore di una vita. Un momento di comunione con chi non c’è più. Ma resta vivo dentro la sua testa e il suo cuore.
E trovare la tomba spoglia dei fiori e dei piccoli ma importanti segni del ricordo, foto, iscrizioni, luci votive, è un’altra violenza, che riapre la ferita.
Nel cimitero di Marittimo sono sepoliti anche suo padre e suo suocero. «Stamani - racconta la signora Loretta - ho avuto un’altra brutta sorpresa. Dalla tomba di mio suocero è sparito il libro di bronzo con il nome e la fotografia: lo hanno smurato, indisturbati, lasciando solo il filo della luce votiva. E purtroppo non è un caso isolato. Come mi hanno detto altre persone che erano in visita al cimitero ai loro familiari deceduti, questi furti si ripetono continuamente. Ma ora non rubano solo fiori e piccoli oggetti lasciati sulle lapidi». I ladri hanno spostato l’attenzione su oggetti più costosi, di bronzo e rame.
«Ho parlato anche con i custodi, a cui ho segnalato quello che mi era successo - continua Loretta Fantozzi - e mi hanno risposto che casi come questo sono frequenti. I ladri portano via di tutto dal cimitero: i “libri” sulle tombe, addirittura le grondaie in rame».
La signora Loretta è indignata e non vuole rassegnarsi. «Io credo che tutti quanti dobbiamo ribellarci a questa inciviltà - si accalora -. Per questo vorrei rivolgermi alle vittime dei ladri, e attraverso il Tirreno voglio lanciare un appello: contattatemi, telefonatemi, dobbiamo ribellarci e chiedere al Comune più vigilanza, più controlli. Avevo fatto ripulire di recente il libro sulla tomba di mio suocero dall’impresa funebre, è un oggetto che avevamo pagato un milione, quando è morto mio suocero c’erano ancora le lire. Ma non è un problema di soldi, questi furti sono un affronto alla memoria dei nostri cari».
Il problema sollevato da Loretta è una questione sentita da molte persone. Tutti coloro che hanno perso un loro caro sanno quanto sia importante a volte anche un piccolo gesto, come portare dei fiori freschi, o un momento di raccoglimento davanti alla lapide o una preghiera sussurrata, per trovare sollievo al dolore.
«I cimiteri non dovrebbero essere lasciati in balia di certa gente - dice la signora Fantozzi - ci dovrebbero essere più controlli». Non è giusto lasciar perdere e accettare tutto passivamente.
É un’idea che nasce in modo spontaneo: dar vita a una sorta di comitato, per sollecitare una maggiore attenzione nei confronti di chi ha perso una persona cara e pretende rispetto e comprensione per i propri affetti e i propri ricordi. E una maggiore cura verso i cimiteri, luoghi sacri della memoria, troppo spesso dimenticati: soffrono di incuria, di scarsa manutenzione - erba alta, vialetti sconnessi - oltre che di scarsa vigilanza, che chiaramente rende più facile la vita ai ladri.
La signora Loretta, da poco diventata nonna, lancia la proposta. E lascia anche il suo numero di telefono: 347 4767598. «Chi come me ha subito un furto del genere mi contatti. So che siamo tanti, e possiamo chiedere maggiore attenzione».
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