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CHIESTa una riunione sui casottini

Melograni, la rabbia dei campeggiatori: ora il tavolo tecnico

Melograni, la rabbia dei campeggiatori: ora il tavolo tecnico

MARINA DI BIBBONA. Continua il braccio di ferro fra i campeggiatori dei Melograni che hanno casine e cucinotti rigidi all’interno e l’Asbi, l’aziena del comune che gestisce la struttura. Motivo del...

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MARINA DI BIBBONA. Continua il braccio di ferro fra i campeggiatori dei Melograni che hanno casine e cucinotti rigidi all’interno e l’Asbi, l’aziena del comune che gestisce la struttura. Motivo del contendere il nuovo regolamento 2014 dell’Asbi che stabilisce che nelle piazzole potrà essere installato un mezzo mobile di pernottamento e che in sostanza “casine” e cucinotti fissi dovranno essere smantellati. Dopo una lunga trattativa i campeggiatori, seguiti dagli avvocati Patrik Tancredi e Fabio Orlando, sono riusciti a fissare la data del dicembre 2014 per la rimozione delle strutture rigide. I campeggiatori portano a loro sostegno la circolare interpretativa della Regione Toscana del 16 aprile 2014 che fa rientrare cucinotti e verande fra le “installazioni facilmente smontabili”. A seguito di questa circolare gli avvocati dei campeggiatori hanno scritto al Comune chiedendo all’amministrazione di prendere posizione su questa vicenda che riguarda - fanno presente - non solo “I Melograni” ma tutti i campeggi che insistono sul territorio. Il 10 luglio scorso una delegazione dei campeggiatori insieme ai legali si è incontrata col sindaco Massimo Fedeli ed una rappresentanza dell’amministrazione e di esponenti asbi. E’ emersa la volontà di risolvere la questione istituendo un tavolo tecnico o dilazionando il termine previsto per lo smantellamento delle strutture. «A seguito di numerosi contatti, purtroppo - scrivono i campeggiatori - non abbiamo avuto ancora alcun riscontro, né dall' amministrazione, né dall' Asbi. «Il 4 agosto scorso , attraverso i nostri avvocati Patrik Tancredi e Fabio Orlando, provveduto ad inviare una nuova lettera al Comune di Bibbona proponendo all'amministrazione e all'Asbi, nel caso non sia possibile riunire il tavolo tecnico in un utile lasso di tempo, di concedere almeno una proroga al termine del 15 dicembre 2014 in modo tale da avere più tempo per trovare una soluzione tecnica e dare quindi seguito alla volontà espressa dal sindaco. Rimaniamo fiduciosi della volontà del sindaco e attendiamo speranzosi per una soluzione equa che salvaguardi i nostri diritti, ma nel caso ciò non dovesse avvenire saremo costretti a continuare la nostra battaglia di giustizia, anche con manifestazioni pubbliche e petizioni, nonché con azioni legali».

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