Il Tirreno

«Mandato con gli artificieri ma c’erano emergenze serie»

«Mandato con gli artificieri ma c’erano emergenze serie»

Lo sfogo di un medico del 118 inviato con la Pubblica assistenza a Riparbella per uno sminamento: «Ambulanze sguarnite, e ci sono stati un infarto e un ictus»

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CECINA. Mentre lui era stato inviato sui colli a controllare che le operazioni per far brillare alcuni ordigni andassero avanti senza intoppi sanitari, l’area di Cecina è rimasta sguarnita di ambulanza con medico a bordo. Il professionista non ha tollerato ciò che considera una ingiustizia verso i cittadini e ha deciso di sfogarsi, per rendere pubblica una situazione che va avanti da tempo. E per chiedere che l’attività di assistenza per le emergenze sanitarie venga gestita in modo adeguato. Così sulla sua pagina Facebook ha raccontato la sua esperienza. A scrivere è il dottore Riccardo Ristori, medico del 118 in forze alla Pubblica assistenza di Cecina: «Questa mattina (ieri,ndr) alle 11 sono stato inviato dal 118 per assistere all'esplosione di 4 bombe della II guerra mondiale». I due ordigni erano stati ritrovati nella zona di Riparbella e dovevavo essere fatti brillare, alla presenza di personale sanitario che garantisse la sicurezza. Il professionista prosegue nel racconto: «Che c'è di male? Che al posto di prestare assistenza alla popolazione, sono stato precettato per andare a fare un'operazione non d'emergenza ma programmata da molto tempo, insieme alle forze dell'ordine. Sono stato impegnato più di 2 ore». Ristori è incredulo, perché sa quanto la presenza di un medico a bordo delle ambulanze sia determinante per i casi di reale emergenza. Che, a quanto pare, durante la sua permanenza in quel di Riparbella, ci sono stati. «Durante queste 2 ore - scrive ancora Ristori sul suo profilo Fb - non ho potuto soccorrere un paziente con un infarto (trasportato con ordinaria in pronto soccorso a Cecina e poi trasferito in emodinamica a Livorno) e un altro con ictus». Chiaro che Ristori consideri secondaria l’attività legata al ritrovamento degli ordigni bellici. «In posti appena più organizzati - prosegue su Fb - provvedono a questo servizio i medici militari con le ambulanze militari. Mi chiedo: non è proprio possibile utilizzare in modo più adeguato le risorse a disposizione?». Anche i vertici locali della Pubblica assistenza concordano con il medico che, visti i tagli e la continua carenza di personale destinato all’attività di emergenza sanitaria, sarebbe meglio evitare l’utilizzo di medici addetti all’emergenza per attività non strettamente necessarie. «Certamente spetta al 118 valutare quali sono emergenze - dice Romano Giovannini, presidente della Pubblica assistenza di Cecina - noi purtroppo siamo esecutori senza diritto di contestazioni. Se il medico è stato inviato lassù significa che l’ordine è arrivato dalla centrale 118. Certo credo che l’esercito avrà dei medici che possono essere usati per queste attività. Bisogna anche dire che avere due sole autoambulanze con medico che coprono Rosignano e Cecina è oggettivamente difficile». Polemico anche Nicola Di Paco, presidente della Pubblica assistenza di Rosignano: «Purtroppo sono episodi che si ripetono. Ho già segnalati alla centrale 118, che era un utilizzo inopportuno dell’ambulanza territoriale. Servizi come quelli sono di prevenzione e non di soccorso, l’ambulanza serve per le emergenze. Secondo me per casi come questi il 118 deve individuare un medico preposto».

E intanto lo sfogo del dottor Ristori ha scatenato commenti e proteste su Facebook.

Anna Cecchini

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