Meteo
Farmacie in vendita, stop delle opposizioni
Arcobaleno e Insieme: «Sono una risorsa, finora gestite male». Astensione 5 Stelle: «Vediamo»
CECINA. La decisione di vendere le farmacie comunali ha provocato un coro di no delle opposizioni.
Lista Arcobaleno «La consideriamo una scelta miope e scellerata. Le farmacie comunali sono un bene pubblico e in quanto tale non va svenduto ma valorizzato e portato ad essere fonte di reddito. Fino ad oggi l’Azienda Farmaceutica Cecinese Srl è stata gestita da Consigli di Amministrazione con a capo tesserati del Partito Democratico, come l’attuale assessore Carli e la Ssinora Cosimi, che non sono stati capaci di rendere produttive delle attività, come quelle delle farmacie, che nel settore privato permettono invece grossi profitti.Ora che gli amministratori del Pd cecinese hanno distrutto un patrimonio pagato con soldi pubblici, ci vengono a dire che le farmacie vanno vendute perché non rendono, ovvero perché loro stessi non sono stati capaci di farle rendere. Noi chiediamo dunque un cambio di marcia e di prospettiva. Chiediamo che questa amministrazione si impegni a ristrutturare l’Azienda Farmaceutica Cecinese nominando un management competente senza guardare alla tessera di partito. Chiediamo che questa azienda venga portata a creare utili e non perdite, come avviene nel privato.
Coalizione Insieme. «Il bilancio - scrive Pamela Tovani (Insieme) si basa per il 53,7% delle entrate comunali (19 ML di euro) su somme di natura tributaria (imposte e tasse). La spesa corrente è in continua crescita (dai 20 milioni di euro del 2011 ai 25,3 ml di euro del 2014) ed è composta per il 29% (7,5 ml di euro) dalla spesa per il personale amministrativo, che è anch'essa in forte crescita Si è registrato, così, un aumento del 5% degli stipendi. Per realizzare il pareggio di bilancio l'amministrazione ha deciso di ricorrere alla vendita dei propri beni patrimoniali (2,6 ml di euro nel 2013 e 2,9 ml di euro nel 2014) e/o alle partecipate comunali e nella fattispecie delle farmacie. Conseguentemente il voto contrario all'approvazione del bilancio, così come evidenziato, ha comportato il voto altrettanto sfavorevole alla vendita delle farmacie comunali, in quanto l'amministrazione, anziché considerare questo patrimonio una risorsa su cui investire in professionalità, servizi e redditività, ha deciso per la sua vendita».
Astensione 5 Stelle. Il capogruppo M5S Bonari spiega il perchè dell’astensione. «Il sindaco Samuele Lippi, evidentemente consapevole dell'opera che il M5S ha messo in atto - ha dato pubblicamente in consiglio comunale garanzie in merito al tentativo di scongiurare la vendita, verso la quale si è dichiarato contrario. Preso atto di questo passo non in direzione del M5S, ma della cittadinanza, ho ritenuto di dare un minimo di disponibilità alla nuova amministrazione, sospendendo il giudizio politico sia sull'alienazione delle farmacie che, coerentemente, sull'intero bilancio»
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
