Il presidio
Vandali distruggono le attrezzature del salvataggio
Irruzione nella postazione del Park Albatros a S. Vincenzo Remi spaccati, cartelli rotti, danneggiata bici e una scaletta
SAN VINCENZO. Remi spaccati, cartelli rotti, scaletta spezzata. Perfino la bicicletta del bagnino è stata distrutta. E’ il triste e conciso elenco (perché la lista è più lunga) dell’ennesimo atto vandalico, accaduto probabilmente nella notte tra il 30 e il 31 luglio, contro il materiale e le attrezzature del progetto di salvamento “Sarago”, questa volta presso la postazione del Park Albatros. Il racconto di Fausto Nannini, che da anni è il coordinatore del progetto di salvamento che copre quasi tutti gli 11 chilometri dell’arenile sanvincenzino ormai dal 1997, è pieno di sconforto. Sconforto misto a rassegnazione e impotenza, visto che in questi ultimi anni di atti vandalici simili ne sono stati compiuti moltissimi. «Francamente – dice Fausto Nannini – io non so più che cosa fare. Ogni anno è la solita storia, ci distruggono tutto. Poi spendiamo altri soldi e ci distruggono tutto di nuovo. La sorveglianza è inesistente, e non sappiamo più quale santo pregare». L’anno scorso, di atti vandalici gravi, se ne sono ripetuti ben cinque, e in postazioni diverse. Quest’anno è già il terzo, gli ultimi due dei quali molto gravi. Il primo di questi due atti ignobili è avvenuto lo scorso 17 luglio sempre alla postazione del Park Albatros: aste delle bandiere piegate, bandiere bruciate, rotto i cassoni e dati alle fiamme persino i medicinali.
L’altro giorno si sono aggiunti, come già detto, i remi del patino spaccati, la cartellonistica devastata, la scaletta della torretta spezzata, e perfino la bicicletta del bagnino spaccata.
«Come sempre abbiamo effettuato la denuncia ai carabinieri contro ignoti – dice Fausto Nannini – Il problema, poi, si aggrava: se dobbiamo fare un intervento di salvataggio in mare, il patino non lo possiamo usare perché è senza remi, sulla torretta il bagnino non può montare. E il bello, anzi il brutto di tutto questo, è che se non facciamo l’intervento di salvataggio la colpa è nostra».
Oltre ai danni, i vandali hanno più volte appiccato il fuoco a due passi dal bosco, mettendone a repentaglio tutta la vegetazione. «Io credo – dice Nannini – che a questo punto si tratti di qualcuno che ce l’ha espressamente con il Progetto Sarago, perché non è possibile accanirsi con tanta cattiveria contro di noi, le attrezzature, i materiali. Il parco di Rimigliano è stato messo più volte a rischio da questi folli, che spesso vi appiccano il fuoco».
Un paio di anni fa, infatti, furono bruciati vari ettari a monte. Oltre ai danni ai bagnini, impossibilitati così ad intervenire, viene messo a rischio l’immenso patrimonio naturale sanvincenzino. È ovvio che alla richiesta di Nannini ci associamo anche noi: maggiore sorveglianza.
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