Il Tirreno

L’Asl ritarda le assunzioni rottura con i sindacati

di Giulio Corsi
L’Asl ritarda le assunzioni rottura con i sindacati

Fials, Cgil, Cisl e Uil abbandonano le trattative e annunciano lo stato d’agitazione A settembre sciopero in tutta la provincia: «Questa direzione naviga a vista»

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LIVORNO. Doveva essere un incontro costruttivo. E’ finito con i sindacati - tutti quanti - che a sera si sono alzati dal tavolo e hanno annunciato lo stato di agitazione e uno sciopero generale di tutta l’Asl 6, da Livorno all’isola d’Elba. Manca soltanto da definire la data, che sarà fissata a settembre, probabilmente nella seconda metà del mese, cioè dopo che sarà passato il periodo estivo e l’emergenza che esso comporta.

La rottura è di quelle pesanti. Fials, Cgil, Cisl, Uil e Rsu aziendali non hanno avuto dubbi: non era più il caso di tentare un proseguimento delle trattative con Antonella Valeri e Carlo Giustarini, rispettivamente direttore amministrativo e sanitario.

Al centro del contendere c’era soprattutto un bel blocco di assunzioni, che secondo i sindacati l’azienda continua a ritardare e più in generale la programmazione di una politica sanitaria che per i rappresentanti dei lavoratori non esiste: «L’azienda sta facendo scelte miopi e unilaterali e dimostra al contempo la propria incapacità di programmazione e gestione».

L’incontro dell’altra sera era finalizzato a dare applicazione all'accordo del 14 aprile. Allora i sindacati avevano già proclamato lo stato d’agitazione, ma l’azienda aveva raffreddato il conflitto impegnandosi alla difesa e al rilancio della sanità livornese e soprattutto a definire un piano di assunzioni che coprisse tutto il 2014 e il 2015. «Purtroppo - spiegano i sindacati - abbiamo constatato la volontà dilatoria ed inconcludente di non adempiere agli obblighi assunti. La direzione si è rifiutata di fornire un quadro programmatico delle attività sull'intero territorio e ciò ci ha impedito di partecipare ai processi di riorganizzazione in atto».

«D’altra parte - è la contestazione delle quattro sigle - l’attuale situazione dei servizi sanitari è caratterizzata da una frammentazione per singola zona che dimostra l'incapacità di definire un assetto complessivo indispensabile per stabilire le prestazioni da produrre nei vari presidi ospedalieri». E tutto ciò è causa, secondo i sindacati, delle «famose compensazioni di oltre 90 milioni di euro per fughe dei cittadini in altre Asl, delle liste di attesa per la diagnostica ormai incomprimibili, delle disfunzioni dei pronto soccorso, dell’inadeguatezza del modello per intensità di cura, della riduzione dei posti letto».

L’accusa dei sindacati verso la direzione Porfido è ancora quella di «una navigazione a vista», di «soluzioni estemporanee ed emergenziali al di fuori di un progetto complessivo».

«E’ per questo - spiegano Fials, Cgil, Cisl e Uil - che abbiamo chiesto l'attuazione degli accordi sottoscritti, a partire dal riconoscimento dell’importanza del ruolo del personale, per cui è indispensabile un piano di assunzioni triennale che però continua a essere disattesa».

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