Il Tirreno

Restano in vendita le farmacie comunali per 2,6 milioni di euro

Restano in vendita le farmacie comunali per 2,6 milioni di euro

È subito scontro: Forza Italia e Cecina insieme insorgono ma i 5Stelle si astengono. Lippi: l’alternativa sono nuove tasse

3 MINUTI DI LETTURA





CECINA. Le farmacie comunali restano in vendita. Anzi, nel nuovo bando la quota da assegnare al privato che se le aggiudicherà sarà del 100 per cento. Nel consiglio comunale di ieri la maggioranza ha approvato la delibera, incassando l’astensione dei 5Stelle, nonostante la dura opposizione di Forza Italia e Cecina insieme. La motivazione è finanziaria. Il Comune, ha spiegato Lippi, nel 2014 potrebbe mancare il pareggio di bilancio e per questo incorrere nelle sanzioni del patto di stabilità. Pertanto deve recuperare 1,6 milioni di euro a tutti i costi. La maggioranza ha quindi ritenuto di mettere in votazione la vendita delle farmacie comunali per un importo di circa 2 milioni e 600mila euro.

É stata una prima seduta consiliare (dopo l’insediamento) molto combattuta. A tenere banco l’approvazione del bilancio di previsione 2014. Linee guida, niente numeri. Le opposizioni sono insorte definendo il voto “un atto di fede”. Sia Forza Italia che Cecina insieme hanno espresso voto contrario. Differente la posizione del Movimento Cinque Stelle, che proprio ieri ha sancito l’ingresso del nuovo consigliere Giorgio Bonari, a seguito delle dimissioni di Antonini, al quale è subentrato anche nella carica di vicepresidente del consiglio. Bonari si è astenuto. La giunta si era presentata in consiglio pronta a far passare il piano delle alienazioni dei beni di proprietà comunale. Le strade indicate dal sindaco Samuele Lippi e dall’assessore al bilancio Federico Cartei si riducevano a una sola: visto che i terreni del Comune non li compra nessuno, si è detto, ed altri beni immobili del Comune che si era cercato di alienare non hanno trovato acquirenti, la vendita delle farmacie comunali, già posta in essere dalla giunta Benedetti, ma finora senza acquirenti, rappresenta l’unica via. «O quella o l’aumento indiscriminato delle tasse», per arrivare al pareggio di bilancio. Bilancio di previsione da approvare ieri in corsa, senza discussione preventiva nelle commissioni (che non erano state ancora formate) per non perdere ulteriori 1,4 milioni di euro di finanziamento regionale e comunitario per completare tra le altre opere l’argine remoto del Cecina. Con un accorato appello Giorgio Bonari ha voluto cercare in tutti i modi di salvare le farmacie dalla logica degli schieramenti, e per questo in seguito ha dichiarato quello che poi è stato il succo di buona parte del consiglio: «Il sindaco Lippi, in occasione del consiglio comunale, ha dato pubblicamente garanzie in merito al tentativo di scongiurare la vendita, impegnandosi formalmente affinché il tempo necessario per stilare il nuovo bando (circa due mesi) verrà utilizzato per trovare una soluzione alternativa. Preso atto di questo passo, non in direzione del Movimento 5Stelle ma della cittadinanza, ho ritenuto di dare cauta fiducia alla nuova amministrazione, sospendendo il giudizio politico sia sull'alienazione delle farmacie che, correntemente, sull'intero bilancio».

Di altro tenore l’opposizione di Forza Italia, con Paolo Barabino che ha affermato: «Le farmacie comunali sono un servizio in più, lo riconosciamo, e non vorremmo privarcene. Ma metterci nell’angolo con l’idea che o si alienano o si aumentano le tasse è solo la continuazione di un percorso in cui l’ordinario viene gestito in emergenza». Detto questo, Forza Italia ha votato contro l’approvazione del bilancio e della vendita delle farmacie. Stesso voto espresso da Cecina Insieme, con i consiglieri Pamela Tovani e Lorenzo Gasperini. Bonari si dice fiducioso che si possa trovare una soluzione che funzioni nel lungo termine, riportando magari anche in attivo i bilanci delle farmacie. Il sindaco Lippi ha promesso che ci proverà, di certo i margini di manovra non appaiono larghissimi, a maggior ragione del fatto che raschiare risorse da un settore all’altro per un ammontare di 1,6 milioni di euro pare tutt’altro che uno scherzo, sempre che non si voglia rimandare opere pubbliche di un certo peso - ha detto - come il quarto lotto di viale della Vittoria.

Marco Cacci

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Nel Pisano

Rave party non autorizzato a Santa Luce, oltre 2mila persone nel bosco: scatta il piano di sicurezza – Video

di Matteo Scardigli