Il presidio
Liberate 7.000 coccinelle nella piccola San Patrignano
Cecina. Nell’azienda si coltivano e producono vino e olio biologici. «Il lavoro è importante, ma prima di tutto siamo una comunità di recupero».
CECINA. Vallo a spiegare ai minuscoli insetti che si attaccano alle foglie e, soprattutto, ai tralci della vite che le coccinelle portano fortuna. Sono settemila quelle liberate tra i filari dell’azienda agricola Il Paratino, nella campagna a sud di Cecina. Un gesto speciale, per ricostruire quell’equilibrio, tra preda e predatore, che la natura con l’azione dell’uomo ha perso.
E ancor più significativo perché a imboccare la strada della lotta biologica, senza pesticidi nocivi e inquinanti, sono i ventiquattro tra ragazzi e uomini che in quei campi sudano e misurano le proprie esistenze nella sfida di trovare per sé una nuova prospettiva. Una piccola San Patrignano, che da alcuni anni prende forma alle porte della città. E se le parole hanno un senso anche la scelta del bio, che sta per vita, non è casuale.
Per Franco, che è il responsabile della succursale cecinese della casa madre di Rimini della comunità di recupero per tossicodipendenti, come per Davide, Angelo, Marco , Paolo, Fabrizio, e tutti gli altri, liberare le coccinelle è un’occasione per mostrare i frutti dell’impegno e del lavoro di questi anni. Ad assisterli ci sono l’agronomo Paolo Granchi della Cooperativa Terre dell’Etruria e i tecnici della Bioplanet, l’azienda specializzata nell’allevamento di insetti antagonisti. Così vengono classificate anche le coccinelle, che nonostante l’aspetto appartiene alla famiglia dei coleotteri. Ma dimenticate lo stereotipo della livrea rosso rubino e dei punti neri. Quelle che da ieri pomeriggio popolano i sette ettari di vigna del Paratino hanno colori e dimensioni diverse. Sono più piccole e scure.
«Per noi il lavoro è importante e rappresenta una parte importante delle giornate – spiegano –. Ma prima di tutto siamo una comunità di recupero. Coltivare e produrre il vino e l’olio ci permette di avere una fonte di sostentamento». Qui è tutto a conduzione biologica. I sette ettari di vigna come gli undici di oliveta. Il tutto su un’area di 25 ettari, casolari compresi, che è arrivata per caso, una donazione. Fu regalata a San Patrignano da un generale in pensione nel 1993. Chi si aspetta nuvole di coccinelle in volo resta deluso. Gli insetti vengono presi dai barattoli in cui sono custoditi e a piccoli gruppi adagiati sui grappoli, in quei tratti dei filari dove gli occhi dei 24 “contadini” hanno censito i focolai di cocciniglia.
«Rovinano le pigne e portano a marcire l’uva perciò va controllata – spiega l’agronomo Granchi –. Da quattro anni, anche per gli inverni miti, il parassita, che è tipico del sud Italia si sta diffondendo anche nelle nostre zone». Nell’azienda Il Paratino lavorano gli uomini della comunità di San Patrignano: alcuni fissi, il resto a rotazione. Di ogni età, di ogni parte d’Italia, ma con un comune denominatore: la voglia di lasciarsi alle spalle il buio. I fissi ce l’hanno fatta da tempo, gli altri hanno superato l’esame, quei quattro cinque anni in cui si articola il recupero. Gli ultimi arrivati ci stanno provando.
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