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«Siamo solo ragazzi, non una baby-gang»
Una serata in piazza dei Mille a San Pietro in Palazzi per verificare il livello di allarme vandali
CECINA. San Pietro in Palazzi non è il Bronx: ce l’hanno ripetuto alcuni giovani (minorenni, non possiamo fornire il nome) che ci hanno contattato su Facebook in relazione agli atti di vandalismo dei giorni scorsi. Il succo è che «non siamo una baby-gang». Di sera abbiamo fatto un giro in piazza dei Mille, nell’ora di punta, partendo dalla Pizzeria 2000, invitati proprio dal proprietario Gianni Neri, a tastare l’umore che si respira e rendersi conto di che pasta sono fatti i giovani che frequentano la zona.
L’obiettivo del gestore? Ricucire una frattura generazionale che qui come altrove vede contrapposti due mondi, quello dei giovani e quello dei meno giovani. «Li conosco quasi tutti – afferma Neri – e non mi sono mai reso conto di una situazione da allarme. È vero, ci sta che qualche globo dei lampioni sia caduto a terra, ma le pallonate sono anche involontarie. Ci sta anche che alcuni, anche se non proprio di piazza dei Mille, abbiano imbrattato le statue del Villani di piazza Martiri Belfiore. Ma niente di più». Scritte, quelle sulle statue, che lasciano pensare che siano elementi molto giovani della comunità. Non è un aspetto secondario, ma non è sufficiente per dire che siano stati i giovani di Palazzi a “siglare” il grave atto vandalico. L’aspetto su cui puntare, dice Neri, è quello che c’è sempre stato: «La spaccatura generazionale tra vecchi e giovani. I giovani bisognosi di spazio in cui crescere ed affermare il proprio estro, nella speranza che la nuova pista di skateboard li soddisferà; i “vecchi”, alla ricerca di spazi quieti e incapaci di decifrare le generazioni successive».
«Francamente – afferma Neri – questa paura di denunciare non la vedo. Insomma, lo vede cosa succede intorno a noi. Gli errori di gioventù li abbiamo fatti tutti. Poi siamo cresciuti. Io, per esempio, cerco sempre di riprenderli questi ragazzi quando vedo che fanno qualcosa di sbagliato». Insomma, si cerca di richiudere una frattura aperta. Significa che si comporteranno bene? «Speriamo di sì». Conclude Neri: «Passa molto, quasi tutto, dall’educazione che diamo noi adulti, sia come genitori che amici. Io credo molto nella capacità di ricucire».
Marco Cacci
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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