Il Tirreno

san vincenzo

Disabili lasciati a terra l’ascensore è fuori uso

SAN VINCENZO. L’ascensore presso la stazione ferroviaria è fuori servizio. Il problema è nei tempi di riparazione lunghi, il guasto risale allo scorso venerdì. E soprattutto per quei disabili che da...

2 MINUTI DI LETTURA





SAN VINCENZO. L’ascensore presso la stazione ferroviaria è fuori servizio. Il problema è nei tempi di riparazione lunghi, il guasto risale allo scorso venerdì. E soprattutto per quei disabili che da largo Forze Armate (vecchia Aurelia) per scoprire il disservizio devono percorre la passerella ferroviaria e arrivare alla porta dell’ascensore per trovarsi di fronte al cartello: “guasto”. E nella condizione di dover rifare il percorso a ritroso. Stesso laconico cartello sulla porta dell’ascensore al livello del primo binario. Mentre se dovesse andare al binario 2, non troverà neanche un montacarichi per scendere e salire le scale del sottopasso.

Torniamo all’ascensore della stazione. Alcuni segnalano che, quando funziona, c’è chi ci sale con biciclette e motorini e chi vi fa perfino i propri bisogni. Sulle cause del guasto e i tempi d’intervento la competenza è dei tecnici comunali. Perché così tanto tempo, e poi d’estate, per riparare l’ascensore? «Il Comune e il Calcetto, l’associazione che gestisce l’ascensore, abbiamo segnalato il guasto venerdì scorso alla ditta che se ne occupa – dice il geometra Stefano Alberti –. Gli operai della ditta sono andati sabato mattina e hanno visto che si era rotta la cinghia. Hanno subito ordinato una cinghia nuova, arrivata martedì mattina. Ed entro oggi dovrebbero riparare tutto». Ma in caso di guasti perché non apporre degli appositi cartelli per suggerire alle persone con difficoltà motorie, dal disabile alla una mamma col bimbo in carrozzina, dei percorsi alternativi prima di trovarsi di fronte alla porta sbarrata dell’ascensore? Sul punto abbiamo contattato l’assessore ai lavori pubblici Antonio Russo. «Non era mai accaduto così tanto ritardo nella riparazione – dice Russo –. Mi impegno, se dovesse risuccedere, a far apporre cartelli informativi sui percorsi alternativi per arrivare alla stazione. Sul problema del sottopasso dal binario 1 al 2, siamo intenzionati a concordare con Rfi la collocazione di un montacarichi. In tutti i casi, il progetto di ascensore da oltre un milione di euro è da rivedere sia per i costi che per i tempi».

Paolo Federighi

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera