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I 5 Stelle su Mancini «Violava le regole costretti a sfiduciarla»
ROSIGNANO. È una battaglia senza fine quella che si sta consumando in casa dei 5 Stelle rosignanesi. Da settimane era chiaro che tra Serena Mancini, candidata sindaco per il Movimento e consigliera e...
ROSIGNANO. È una battaglia senza fine quella che si sta consumando in casa dei 5 Stelle rosignanesi. Da settimane era chiaro che tra Serena Mancini, candidata sindaco per il Movimento e consigliera e il gruppo dei grillini locali non corresse buon sangue.
Venerdì sera, durante l’assemblea degli attivisti, la resa dei conti. E il giorno successivo (la notizia è stata pubblicata sul giornale di ieri, ndr) Mancini, ha dichiarato di voler restare consigliera comunale pur avendo deciso di dissociarsi dalle attività di 5 Stelle locali, che al termine dell’incontro l’hanno pure sfiduciata.
Ma i grillini rosignanesi non ci stanno, e «in replica alle dichiarazioni rilasciate da Serena Mancini», precisano come «l'assemblea degli attivisti, riunitasi venerdì 11 luglio scorso ha deliberato l'allontanamento di Serena Mancini per le sue numerose e ripetute violazioni delle regole e dei principi fondanti del Movimento 5 Stelle nazionale e locale, attraverso un comportamento antitetico al ruolo di portavoce». Non solo, i 5 Stelle partono all’attacco contro Mancini: «È nostro dovere informare i cittadini che Serena Mancini ha deliberatamente e ripetutamente ignorato i principi che afferma di voler difendere: trasparenza, coerenza ed umiltà, caratteristiche che dovrebbero contraddistinguere il portavoce ideale del M5S».
Poi i grillini fanno considerazioni sul comportamento di Mancini: «Anteponendosi alle decisioni prese a maggioranza in assemblea, ha agito diversamente e individualmente, ogni volta che il suo singolo pensiero si discostava dalle decisioni collettive, esautorando nei fatti il ruolo dell'assemblea stessa e la funzione democratica che tale organo ricopre nel dialogo tra cittadini ed istituzioni. Ecco perché «in assemblea plenaria, lo scorso venerdì, prima della votazione ed alla presenza dei consiglieri locali e non solo, le sono stati rivolti ben 4 appelli per rivedere la propria posizione, adeguandosi al rispetto dei principi ispiratori fondanti del Movimento: "uno vale uno" e "assemblea sovrana nelle decisioni", ma lei ha scelto di persistere nella sua volontà di allontanarsi e di proseguire l'attività politica per proprio conto». I 5 Stelle chiudono, spiegando che «tali atteggiamenti sono incompatibili con il M5S, l'assemblea è stata costretta, da tale situazione, ad esprimersi per la sfiducia, votandola a larghissima maggioranza, con il risultato di 23 voti favorevoli, 7 astenuti e 2 contrari».
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