Il Tirreno

Fornace Donati nei guai sequestrato un piazzale

Sembra fosse usato come discarica, intervenuti i carabinieri del Noe di Grosseto Polizia provinciale e Arpat controllano il ripristino della cava di Staggiano

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ROSIGNANO. Sequestro alla fornace Donati, l’azienda che produce laterizi nella sede sulle colline di Gabbro.

Nei giorni scorsi, infatti, i carabinieri del Noe di Grosseto sono arrivati sui colli alle spalle di Rosignano per eseguire un’ordinanza di sequestro emessa dalla Procura di Livorno. Il motivo del sequestro dell’area (che dovrebbe avere un’ampiezza di oltre 100 metri quadrati) sembra sia legato al fatto che il piazzale veniva di fatto utilizzato come discarica.

Il sequestro è avvenuto a seguito dell’attività di prevenzione ambientale svolta dalla polizia provinciale di Livorno, che nei mesi scorsi ha verificato l’entità dei materiali stoccati nel piazzale, individuandoli come rifiuti. Da qui il passaggio alla Procura livornese, che poi deve aver deciso per il sequestro dell’area. Nei giorni scorsi l’intervento dei militari del Noe di Grosseto, che hanno eseguito il sequestro.

Ma quello dei rifiuti stoccati nel piazzale, che tra l’altro sono già stati sottoposti alle pratiche di smaltimento, non è l’unico problema che la fornace Donati deve affrontare in questi giorni.

L’attività dell’azienda è sottoposta a controlli anche per quanto riguarda il sito di Staggiano, ossia la cava nel territorio di Collesalvetti da cui la ditta ha finora estratto l’argilla per realizzare i laterizi. Al momento, infatti, la Polizia provinciale e l’Arpat stanno portando avanti una serie di verifiche sui materiali usati per il ripristino della cava (che è praticamente esaurita e quindi deve essere riempita). L’obiettivo è quello di stabilire che i prodotti usati per il ripristino siano compatibili con le indicazioni previste per questo tipo di attività dal Comune di Collesalvetti, territorio su cui si trova la cava.

Proprio in questi giorni i tecnici dell’Arpat, a supporto della Polizia provinciale, stanno effettuando campionamenti per capire la natura dei materiali che vengono usati per riempire l’escavo di Staggiano.

Tra l’altro la cava nel comune di Collesalvetti, al confine con il territorio di Rosignano, risulta quasi interamente esaurita. Tanto che l’azienda ha chiesto svariati anni fa alla Provincia di Livorno di inserire nel piano cave provinciale l’ipotesi di avviare un nuovo escavo in zona Gozzone, sulle colline tra Castelnuovo e Gabbro. Ipotesi che dallo scorso anno ha mandato su tutte le furie le decine di titolari di agriturismi e aziende agricole della zona, che hanno addirittura formato un comitato contro la nuova cava, sottolineando che l’attività estrattiva sarebbe in totale contrasto con la fiorente attività turistica e agricola che ormai ha preso piede sui colli alle spalle di Rosignano.

Intanto nelle scorse settimane la giunta provinciale, poco prima di decadere, ha di fatto dato l’ok definitivo per la realizzazione della cava al Gozzone inserendola una volta per tutte nel piano cave approvato. Una cava, quella del Gozzone, che la fornace Donati ha sempre detto di voler avviare per ottenere argilla miocenica, ossia con caratteristiche di maggior pregio rispetto a quella (pliocenica) estratta finora dalla cava di Staggiano, che permetterebbe di produrre mattoni di maggior pregio e quindi commercializzabili più facilmente.

Anna Cecchini

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