Cecina liberata ringrazia i soldati americani
CECINA. 2 luglio 1944 - 2 luglio 2014: domani ricorre il 70° anniversario della battaglia e della liberazione di Cecina. Il Comune e l'Anpi hanno organizzato un itinerario nei luoghi della memoria:...
CECINA. 2 luglio 1944 - 2 luglio 2014: domani ricorre il 70° anniversario della battaglia e della liberazione di Cecina. Il Comune e l'Anpi hanno organizzato un itinerario nei luoghi della memoria: dal cimitero Porta rossa nella tenuta del Terriccio al cippo in memoria del partigiano Goriano Gorini, concludendo con una cerimonia in largo Cairoli a Marina di Cecina. Il programma previsto per domani pomeriggio inizia alle ore 16.30 al Terriccio e termina con la messa in memoria dei caduti alle ore 19 nella chiesa di S. Andrea a Marina. Sabato proseguono le iniziative legate alla Festa della Liberazione a cura del circolo il Fitto, che ha organizzato una mostra fotografica e una conferenza storica del giornalista Claudio Biscarini sugli avvenimenti più salienti dell'estate del '44 sulla costa tirrenica fino alla battaglia di Cecina e alla liberazione della città da parte delle forze alleate e dei gruppi partigiani.
Il programma delle celebrazioni è stato presentato ieri presso la sede comunale di via Landi nel corso di una conferenza stampa cui hanno preso parte il sindaco Samuele Lippi, l'assessore alla Cultura Giovanni Salvini, il rappresentante della Filarmonica Mascagni e del circolo il Fitto Adriano Bombardi. «Il 2 luglio rappresenta per Cecina una data storica - sottolinea il sindaco Samuele Lippi - perché, in quella data di 70 anni or sono, aveva luogo sul nostro territorio una delle battaglie più cruente per la liberazione dell'Italia dai nazisti. Dopo giorni di scontri, la V Armata Alleata ebbe la meglio sulle truppe tedesche che fino ad allora occupavano le nostre zone. Il prezzo pagato per la vittoria fu molto alto, fonti infatti attendibili parlano di diverse centinaia di soldati caduti. Presso la fattoria del Terriccio in località Porta Rossa fu collocato un cimitero di guerra, che in seguito è andato disfatto, alcune salme rimpatriate, mentre altre furono trasferite nel cimitero dei Falciani a Firenze. A questi morti si aggiungono i civili inermi uccisi per ritorsione, i soldati disertori che si rifiutarono di prendere le armi contro i propri connazionali e i partigiani che avevano organizzato la Resistenza. Verso tutti loro abbiamo un debito di riconoscenza per aver posto le basi per la costruzione di un'Italia libera e democratica. A tale proposito, nel corso della cerimonia che faremo mercoledì pomeriggio avrò il piacere di consegnare un riconoscimento simbolico ad una studentessa americana che sta svolgendo a Cecina uno stage con il Rotary Club. Un modo per riaffermare il legame di amicizia e di collaborazione che esiste fra il nostro Paese e gli Stati Uniti d'America».
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