Meteo
Fondi neri: domiciliari per l’ex presidente di Finmeccanica Guarguaglini
E' originario di Castagneto Carducci, da dove ha preso il via la sua carriera politica. Per i pm le tangenti erano destinate a politici da identificare, è accusato di corruzione insieme all'ex responsabile delle relazioni esterne del gruppo, Lorenzo Borgogni
NAPOLI. L'ex presidente di Finmeccanica, Pier Francesco Guarguaglini è agli arresti domiciliari nell'ambito dell'inchiesta della Dda di Napoli su presunti fondi neri e tangenti in relazione agli appalti per il Sistri, il sistema di controllo satellitare del trasporto dei rifiuti. A Pierfrancesco Guarguaglini, orginario di Castagneto Carducci, i Pm contestano di avere ricevuto una "mazzetta" di 800.000 euro dall'imprenditore Vincenzo Angeloni, consegnata in un borsone della società calcistica Pescina Valle del Giovenco. Nei mesi scorsi il gip Francesco De Falco Giannone (che aveva disposto una serie di misure cautelari nei confronti di imprenditori e ex dirigenti della holding) respinse la richiesta di arresto per l'ex presidente di Finmeccanica. Tale istanza è stata ora accolta sulla base di nuovi elementi raccolti dalla Procura.L'ex presidente di Finmeccanica Pierfrancesco Guarguaglini, insieme con l'ex responsabile delle relazioni esterne del gruppo, Lorenzo Borgogni, è indagato per associazione per delinquere finalizzata alla corruzione. Nel capo di imputazione contestato nella ordinanza di custodia agli arresti domiciliari i due vengono indicati come "organizzatori della attività delittuosa". In particolare, secondo gli inquirenti, Guarguaglini e Borgogni avrebbero indotto alcuni imprenditori coinvolti nell'inchiesta a creare "attraverso l' emissione di fatture per operazioni inesistenti, fondi illeciti da utilizzare in parte per sè e per la società di calcio Pescina Valle del Giovenco, nella quale avevano diretto interesse, ed in parte da destinare ad esponenti politici non ancora compiutamente identificati".
La vicenda ruota intorno alle attività di due imprenditori abruzzesi Sabatino e Maurizio Stornelli (il primo amministratore di Selex Service spa, società interamente partecipata da Finmeccanica e concessionaria del servizio legato alla realizzazione del Sistri), i quali "provvedevano ad introitare le somme oggetto della corruzione, accertate, allo stato, per importi pari a circa 4.000.000 di euro ed a distribuirle in parte a Borgogni ed a Guarguaglini, loro "diretti referenti in Finmeccanica".
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
