Il presidio
Il dilemma del conglomix si può usare sulle strade vicinali?
Traini, presidente del consorzio: «A Castagneto è stato utilizzato di recente, ma il Comune non ha mai fornito una risposta certa. E ora si profila una sanatoria». Per Asiu tutto regolare
CASTAGNETO CARDUCCI. Conglomix sì o conglomix no? È la domanda che si pongono in molti a Castagneto, tecnici e non. Si tratta del materiale prodotto da Asiu, dopo anni di ricerca, e ricavato dalle scorie siderurgiche uscenti dalla fabbrica Lucchini, il cui uso è consigliato anche come manto di copertura sulle strade sterrate. Però, a quanto racconta Claudio Traini, presidente del Consorzio strade vicinali del comune, l’ufficio tecnico non ne autorizza l’utilizzo su zone a vincolo paesaggistico e su strade sterrate.
Utilizzo vincolato. «Il tutto – dichiara Traini - nasce da una domanda semplice, posta da più parti, al responsabile dell'ufficio urbanistica: lo si può usare nelle aree con vincolo paesaggistico? Uno si attenderebbe in tempi brevi una risposta, ma niente. Coloro che hanno provato a fare la domanda si sono sentiti rispondere: mah, bisogna vedere, non si sa, non è chiaro, saprò dire, ripassi. E a chi ha provato a porre per scritto il quesito non è stata mai data risposta. Eppure, proprio recentemente, l’hanno usato per la strada vicinale pubblica di accesso al resort turistico Paradù, senza che ne sia stato informato, e per i vialetti interni». Asiu ha una collaborazione di lunga data con il Comune di Castagneto, con un contratto di gestione importante che li unisce. Sarebbe quindi anche nell’interesse dell’amministrazione promuoverne l’utilizzo. Qualcosa non torna, quindi.
Il materiale. Si tratta di un materiale composto da scorie, nello specifico «Ms e Ld della Lucchini, più un 1-2% di cemento – come chiarisce Fulvio Murzi di Asiu-, utilizzabile per sottofondo stradale. Per quanto riguarda il vincolo paesaggistico dipende dai regolamenti comunali. Non mi risultano perplessità su Castagneto. Mentre a Piombino – conclude – non è permessa la cementificazione sulle strade sterrate e vicinali».
Di ufficio in ufficio. Un affare assai complesso a quanto pare. «Se qualcuno ha provato a cercare da solo la risposta – continua Traini - si è trovato a dover consultare il Piano strutturale, il Regolamento urbanistico, il Regolamento edilizio e il Regolamento di polizia rurale, sperando di non averne dimenticati altri, leggendo di strade, pavimentazioni, materiali drenanti, asfaltature, zone paesaggistiche, strade storiche e via dicendo. Risultato? Sovrapposizioni, contraddizioni e confusione. Poi il colpo di scena: qualcuno l'ha usato su suolo privato e pubblico senza dire niente a nessuno. Panico negli uffici. E ora cosa si fa? Verbale? Multa? Obbligo di rimozione? Dopo lungo pensare si è deciso: il conglomix può essere usato ovunque, basta che si dichiari che è drenante. E chi l'ha usato senza dire niente a nessuno? È sufficiente una sanatoria. Alla faccia di chi sta tribolando da mesi per cercare di fare le cose in regola».
Divina Vitale
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