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«Io non sto a guardare» Nogarin si mobilita per l’amico derubato
Lettera aperta al titolare di Controluce: «Il suo dolore mi ha colpito, comprate i suoi occhiali. E’ un gesto solidale»
CASTIGLIONCELLO. Ci ha pensato molto prima di farlo, lo racconta al cronista. Soprattutto per il carattere dell’amico derubato, cui non piace affatto stare “sotto i riflettori”. Alla fine però Filippo Nogarin, sindaco Livorno, spogliatosi dai panni del primo cittadino e rivestendo quelli che poi sono la sua pelle di “castiglioncellese”, ha deciso di farlo. Una lettera aperta ai residenti della frazione perché “non stiano a guardare”, ma con un gesto simbolico testimonino solidarietà al titolare del negozio Controluce, Filippo Torrini, cui hanno rubato 1500 paia di occhiali alcuni giorni fa. «Siamo una comunità ? - si chiede Nogarin - Ho riflettuto molto se fare o non fare questo intervento ma poi mi son detto che se siamo una comunità il mio è un atto dovuto. Alcuni giorni fa ho incontrato il mio carissimo amico d'infanzia "il Torre" con cui mi son fermato a parlare dopo che ha subito un furto al negozio che ho visto nascere. Un furto quello del negozio Controluce di Castiglioncello che non è differente dagli innumerevoli che si vedono eseguiti sul territorio ma nel caso del "torre" la cosa che mi colpisce è che Filippo è un esempio di disponibilità per l'intera comunità dove vive». Nogarin va avanti: « Per me vederlo ammutolire dietro a tanta cattiverie è inaccettabile. Mi son messo nei panni di chi all'inizio di una stagione estiva con il negozio "pieno" vede sfumare la programmazione di anni di duro lavoro. Mi son detto che se siamo una comunità non è corretto stare semplicemente a vedere. Regire è un obbligo per tutti. Io e "il Torre" abbiamo caratteri molto differenti ma da sempre ci stimiamo e ci manifestiamo il reciproco bene che è frutto di anni di amicizia. So che "il Torre" non gradirà questa esposizione alla quale lo sottopongo con questo articolo che ho chiesto di pubblicare ma questo per me è l'unico modo che ho per poter scuotere l'intera comunità che non deve subire passivamente questi atti criminali».
Nogarin ha pensato al da farsi. «In questi giorni - racconta - ho ricevuto telefonate e sentito pareri di ogni genere sulla questione. Divisi tra chi si proponeva di creare un fondo per aiutare Filippo e chi ha lanciato altre proposte mi son messo io in prima persona a riflettere su quale sarebbe stato il percorso corretto per aiutare "il Torre" senza con questo umiliarlo. Sono arrivato alla conclusione che l'unica cosa che mi sento di fare è comprare semplicemente un paio di occhiali in più rispetto a quello che avrei fatto. Faccio questo con tutto il mio cuore. Un paio di occhiali che diventeranno per me il simbolo del “non sto a guardare” e partecipo al tuo dolore permettendoti di esercitare quello che stai fare meglio.Essere un uomo che è di esempio per questa comunità. Un uomo che attraverso il proprio mestiere esercita al meglio quel ruolo di essere parte integrante di una società che se serve sa fare quadrato per difendersi da chi la attacca. Chiedo a voi lettori che conoscete "il Torre" attraverso un gesto simbolico di fare altrettanto. Sia questo acquistare un occhiale o compiere semplicemente un saluto o qualsiasi altra cosa riteniate opportuno fare che manifestiate apertamente "al Torre" che non è solo. Io ci sono e non ho intenzione di stare semplicemente a guardare. Il tuo amico Noga».
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