Tirrenica, nuovo stop si dimette il commissario
Il presidente della concessionaria Sat Bargone lascia l’incarico governativo «Non c’è da parte del governo una chiara volontà di realizzare l’opera»
CECINA. Quattro chilometri. È l’unica tratta in funzione dell’autostrada Livorno-Civitavecchia, quella che corre dal casello di Rosignano all’uscita di San Pietro in Palazzi. Sul resto arriva un nuovo ostacolo. Il progetto della Tirrenica sbanda ancora. L’ostacolo è il conto da 270 milioni di euro che il concessionario Sat vorrebbe tradotto in contributo pubblico. Tanto da mettere a rischio il completamento dell’infrastruttura.
Il governo s’impegna, ma rinvia tutto a luglio. E fa saltare i nervi ad Antonio Bargone, che è presidente di Sat ma anche il commissario straordinario, nominato da più di un governo, per la realizzazione dell’opera. «È evidente che non c’è da parte del governo una chiara volontà di realizzare l’opera, nonostante l’impegno profuso in questi anni abbia prodotto risultati importanti». Lo scrive Bargone nella lettera consegnata al sottosegretario Delrio e al ministro Lupi per rassegnare le sue dimissioni da commissario. Lo stralcio della missiva, che è riportato dalla testata Edilizia & Territorio del Sole 24 Ore, è un nuovo capitolo nella travagliata vicenda dell’infrastruttura. E arriva a pochi giorni dalla presentazione, il 30 giugno, del nuovo piano finanziario elaborato da Sat per dare corpo all’opera.
Il passaggio fa tremare i polsi a più di un territorio. Il governo Renzi, il 15 aprile scorso, nel testo dell’accordo di programma per la riconversione del Porto di Piombino, in particolare all’articolo 9, “assume l’impegno a ricercare le risorse necessarie per realizzare il completamento dell’autostrada Tirrenica anche prevedendo una integrazione delle risorse pubbliche”. E a Piombino sperano che sia così dopo che il completamento della strada 398 è stato legato a doppio filo alle sorti dell’autostrada proprio nell’ambito di quell’Accordo. Non è stato possibile contattare l'ex commissario. Eppure la tempistica stride. Tra le dimissioni e il rinnovato impegno del ministro Lupi, che nell'audizione di mercoledì scorso in commissione Lavori pubblici al Senato ha confermato l'impegno del governo a trovare le risorse pubbliche per dare sostenibilità al progetto Tirrenica. Ci corrono due giorni. La lettera di Bargone è data 16 giugno. E poi Lupi ha anche annunciato che il decreto “sblocca-cantieri”, quello rinviato lo scorso 13 giugno, sarà approvato a fine luglio.
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