Il Tirreno

L’ex sindaco Biagi si dà al teatro il vice scriverà le sue memorie

di Paolo Federighi

San Vincenzo, chiusa la parabola da amministratore ecco le nuove vite di chi ha lasciato l’incarico Cecchini: «Ho più tempo per mio marito, la famiglia e le passioni. Non rifarei l’assessore»

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SAN VINCENZO. Cosa fanno gli ex assessori sanvincenzini e l’ex sindaco Michele Biagi, che da qualche settimana hanno lasciato gli incarichi istituzionali? Solo uno ha continuato con la politica, prendendo il testimone da primo cittadino: Alessandro Bandini, fino a poche settimane fa assessore all’urbanistica e al porto. Gli altri sono tutti usciti di scena, chi prima e chi dopo.

Iniziamo da Biagi, sindaco dal 2004 fino al 25 maggio scorso. Risulta difficile contattarlo. Pare aver allentato i rapporti con il suo paese. Pur vivendo ancora a San Vincenzo, trascorre molto tempo a Viareggio insieme alla sua compagna (viareggina, appunto). Si sta creando una nuova vita in Versilia, fuori dalla politica, dedicandosi all’organizzazione di spettacoli ed eventi teatrali. Una svolta anche nel segno della riservatezza, perché finché è stato sindaco ha sempre fornito informazioni, non di rado rispondendo anche al posto di altri amministratori, facendo del rispetto, la trasparenza e la correttezza le sue cifre.

Passiamo ad Elisa Cecchini. Dopo i dieci anni di assessorato (sociale, turismo, ambiente, lavori pubblici), la 42enne avvocato ha lasciato gli incarichi istituzionali dopo aver perso le primarie del centrosinistra del marzo scorso (primarie vinte da Bandini). «Mi sento più leggera – dice Cecchini –. Ti rendi conto di quanto sia arduo amministrare un Comune e di quanto tempo occupi. Continuo a svolgere il lavoro di avvocato, ma con più tranquillità. Ho più tempo per mio marito, la famiglia e le passioni. Non rifarei l’assessore: è stata un’esperienza formativa che, tuttavia, si è conclusa». Da Cecchini passiamo all’ex vicesindaco e assessore alla cultura Fabio Camerini. L’insegnante di matematica e scienze alle scuole medie locali ha in cantiere diversi progetti: «Ho più tranquillità – dice – e non la fretta dei sette anni e mezzo da assessore. Ringrazio mia moglie Stefania, che mi ha sopportato. Una bella esperienza formativa, soprattutto quando ho toccato con mano le difficoltà di molti quando ero al sociale». Che aggiunge: «Quest’estate mi sposterò spesso verso Castiglioncello, dove si respira sempre cultura e dove ho tanti amici. Un sollievo? Non sentire più il telefono squillare sempre. Non farò più nulla per la politica. Sarò docente in materie scientifiche per il circolo Sciarada. Frequenterò il presidio di Libera e vorrei scrivere un libro di memorie».

La storia istituzionale dell’ex assessore al bilancio e al personale Franco Guidoni si è conclusa anzitempo: si è infatti dimesso nel 2013. Da anni è attivo nel volontariato: «Ho più tempo – dice – per il volontariato nel Centro prevenzione usura presso la Misericordia. Da assessore, non sono riuscito a tradurre la mia esperienza in operatività amministrativa, anche per colpa mia. Mi dedico tanto ai miei nipoti e alla famiglia, al giardinaggio e alla lettura. In politica ho già dato. Ho aderito con entusiasmo alla creazione del presidio di Libera». Massimo Nannelli, ex assessore al turismo e alle attività produttive, è stringato: dedicherà il suo tempo libero alla famiglia, ai nipotini e a dare una mano nell’agriturismo della figlia. Sara Tognoni, ex assessore a spettacolo, sport e associazionismo, si sente più leggera: «Devo ancora abituarmi a tutto questo tempo libero – dice –: è la prima estate in dieci anni che non ho spettacoli da seguire e riunioni cui presenziare. Sono però felice di potermi dedicare di più alla famiglia. Continuerò a vivere le vicende del Pd sanvincenzino dall’interno. Il ruolo di assessore mi ha fatto crescere, e se tornassi indietro rifarei l’esperienza. Ruoli istituzionali in futuro? Se potrò essere utile, ci sarò».

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