Il presidio
Sarri e Candido gli architetti sul tetto d’Europa
DONORATICO. Ha un nome pieno di promesse: Sundaymorning (domenica mattina) e una importante l’ha già mantenuta: diventare uno studio di architettura di punta. Lo afferma la rivista internazionale...
DONORATICO. Ha un nome pieno di promesse: Sundaymorning (domenica mattina) e una importante l’ha già mantenuta: diventare uno studio di architettura di punta. Lo afferma la rivista internazionale Wallpaper, che ha inserito Sundaymorning di Donoratico tra i 20 studi di architettura emergenti nel mondo. I fondatori Marco Sarri e Fabio Candido, 35 e 34 anni, l’uno di Donoratico e l’altro calabrese arrivato in Toscana per studio, sono due ingegneri con esperienze in architettura e una collaborazione con l’Università di Pisa (laboratorio di progettazione del corso di laurea in ingegneria-architettura).
Nel 2009 hanno deciso di mettersi in proprio e nel 2011 è nato Sundaymorning a Donoratico. Il 12 giugno sono andati a Londra per il lancio di “Architects Directory 2014”, la presentazione dei 20 studi selezionati che la rivista pubblicherà sul numero di luglio. Sorpresa: erano gli unici italiani. Tra svizzeri, spagnoli, brasiliani e statunitensi, con stupore di sponsor e addetti ai lavori. «Siamo stati scelti probabilmente perché siamo giovani e abbiamo aperto da pochi anni, abbiamo una visone fresca dell’architettura – racconta Sarri – in realtà la rivista ha deciso in base alla qualità formale dei nostri progetti. In particolare per un intervento di ristrutturazione su una casa nella pineta di Donoratico, pubblicato su altre riviste specializzate. Una redattrice di Wallpaper ci ha contattato chiedendoci se volevamo candidarci per la Directory e abbiamo inviato i tre progetti richiesti». È piaciuto proprio quello, che è in mostra a Londra fino al 30 giugno illustrato nelle opere dell’artista Richard Kolker in “Future Capital: the 2014 Wallpaper Architects Directory”.
Un bel colpo per i due giovani ingegneri, che da sempre progettano partendo da una lettura approfondita del contesto e dal sistema di relazioni presenti, in sostanza da una premessa culturale. «Per noi svelare l’identità dei luoghi è un contributo fondamentale per lo sviluppo sostenibile – affermano – non solo dal punto di vista ecologico, ma fisico, storico e culturale». Così è stato fatto per l’abitazione di Donoratico. «Per la casa in pineta abbiamo scelto forme archetipe di capanna stilizzata, per ridurre al minimo l’impatto ambientale – spiega Sarri – infatti il rivestimento è in travertino, un materiale naturale che tende a ricondurre all’ambiente le forme minime dell’edificio». Il fortunato proprietario è un castagnetano (che ormai non è più l’unico ad ammirare la propria casa), visto che i due ingegneri, pur avendo un’apertura internazionale, operano molto su scala locale. Loro è un progetto per la rigenerazione del Parco delle Sughere.
Federica Lessi
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