Italia
Pd, fiato sospeso sulle dimissioni di Bagnoli
Bocche cucite sulla decisione di lasciare che il segretario dovrebbe ufficializzare martedì
ROSIGNANO. Il futuro del centrosinistra rosignanese è tutto nelle mani di Fabrizio Bagnoli, il segretario dell’unione comunale che martedì in assemblea dovrebbe ufficializzare le dimissioni. In casa Pd le bocche sono cucite, ma in tanti ammettono senza problemi che la decisione di Bagnoli non è un fulmine a ciel sereno. Nel senso che il segretario, eletto lo scorso dicembre dopo aver vinto le primarie per soli sette voti su Michele Bianchi, sembra manifesti l’intenzione di lasciare l’incarico già da tempo. Bagnoli aveva detto già prima di correre alle primarie che nuovi impegni professionali e personali gli avrebbero impedito di occuparsi di politica a tempo pieno. E in molti ricordano di averlo sentito ripetere più volte che il suo mandato si sarebbe esaurito con le amministrative. Adesso che il Pd si è confermato alla guida di Rosignano, è sempre più evidente che Bagnoli lascerà. C’è da dire che la decisione del segretario non sembrerebbe in alcun modo collegabile al commissariamento del Pd livornese, dato che a Rosignano il risultato del partito è stato soddisfacente. A stabilire come gestire l’imminente futuro sarà l’assemblea, forse già in occasione della riunione di martedì in cui Bagnoli, che anche nella giornata di ieri è risultato irraggiungibile, ha annunciato comunicazioni. C’è da capire, anche sulla base dello statuto, se il Pd potrà accordarsi su una reggenza fino all’autunno o se invece potrà anticipare il congresso.
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