Il Tirreno

«Fatevi crescere il naso per scovare la verità»

di Maria Meini
«Fatevi crescere il naso per scovare la verità»

Contro la corruzione e le bugie, Tenzin Gyatso esorta i giornalisti ad avere la proboscide, l’unico antidoto alla corruzione

6 MINUTI DI LETTURA





Amore, etica, condivisione. Rapporto tra le religioni, rifugiati, politica internazionale, corruzione. Parla dei grandi temi del mondo, e non potrebbe essere diversamente, il leader spirituale (e politico in esilio) del buddhismo tibetano. Ma parla con il sorriso. La sua risata sonora sdrammatizza, i suoi scherzi sembrano giochi di un bambino. Una leggerezza che Tenzin Gyatso, il XIV Dalai Lama Premio Nobel per la pace esule da 55 anni dalla sua terra dominata dalla Cina, non ha perso nonostante i suoi quasi 80 anni. Così come suggerivaColette, il Dalai Lama, Oceano di saggezza, parla con leggerezza delle cose pesanti. Quei mali del mondo che solo un’igiene emotiva affinata, come definisce l’etica n aturale dell’uomo (nel senso pre-religioso, quasi congenito) può combattere e sperare di risolvere.

«Ma siamo in Toscana o in India?» Il Dalai Lama è arrivato puntualissimo all’incontro con i giornalisti, che ieri ha occupato gran parte della sua giornata all’Istituto Lama Tzong Khapa di Pomaia dove è ospite da martedì scorso per il suo quinto tour toscano.

L’appuntamento è alle 14, nella grande tensostruttura allestita nel parco dell’istituto. Fa un caldo torrido. Il Dalai Lama scherza sulla temperatura “indiana”, «Meno male che dovevo venire al fresco della campagna toscana...» poi toglie la giacca all’interprete, “sequestra” un telefonino... Il clima si distende. Possiamo cominciare. «Mi considero uno dei sette miliardi di esseri umani che sono su questo pianeta - esordisce il papa buddhista -. Amore, affetto, sentimento di base sono la mia pratica quotidiana e il mio messaggio principale, perché l'affetto umano è un fattore biologico, è la base stessa della nostra sopravvivenza. Quindi, al di là di culture e credi religiosi diversi, questa caratteristica non cambia.

Le religioni devono convivere. «Oltre ad essere un uomo come voi, io sono anche buddhista, ma ho tantissimi contatti con altre religioni, indù cristiana musulmana, de tutte portano avanti concetti di base in comune: amore, felicità. Da più di 50 anni vivo in India, dove tutte le religioni da 2000 anni convivono, quindi è un chiaro segno che l'armonia religiosa e un fatto ottenibile ed è quello che propongo. Il mio terzo impegno principale, poiché sono tibetano, e che da più di 60 anni ho portato avanti fino al 2011, è la responsabilità politica del Tibet. I Dalai Lama per 400 anni sono stati leader, poi si sono ritirati: ora promuovo cultura, pace, non violenza, compassione; la pratica ricchissima della tradizione tibetana».

Giornalisti con la proboscide. «Giornalisti, dovete avere un naso lungo, una proboscide che annusa davanti e dietro -esorta il Dalai Lama - perché comunicate alla gente, che ha il diritto di sapere la verità. E voi la dovete scoprire. Tanti nascondono dietro lo sporco, quindi andate davanti e poi dietro con il vostro lungo naso, per stanare la verità».

«Il Mondiale di calcio? Non mi interessa». Si aprono i Mondiali di calcio e una domanda era d’obbligo. Ma la risposta è breve. «Il pallone non mi interessa - dice il Dalai Lama - il mio gioco principale è il gioco interiore delle emozioni positive e negative che si combattono». positive e negative

Cina e Tibet: autonomia possibile. «In Cina ci sono più di 400 milioni di praticanti buddhisti - ricorda il Dalai Lama - come dire che la Cina è la più grande popolazione buddista del mondo. Quando i cinesi vengono da me in India a prendere gli insegnamenti sono mossi da emozioni genuine. Purtroppo i politici cinesi la pensano diversamente, dicono che noi vogliamo l’indipendenza, che siamo separatisti, invece vogliamo l’autonomia. Quando due anni fa sono venuti in India per la cerimonia di iniziazione alcuni cinesi, le autorità non gli hanno fatto niente ma i tibetani sono stati arrestati e minacciati di ritirare loro il permesso di soggiorno». Buona la proposta, ripresa da Marco Pannella, di trasformare la Cina in uno stato Federale, creando gli Stati Uniti di Cina. «Sarebbe una buona cosa», chiosa il Dalai Lama.

Preservare le tradizioni. Ha parole di apprezzamento per Papa Francesco. Tenzin Gyatso lo ripete anche stavolta: è importante, per ogni religione - dice - «mantenere il suo carattere originario. Enfatizzo l'importanza di preservare e tutelare le tradizioni e i credi delle nostre nazioni, perché è difficile passare da un fede all'altra. Nei miei viaggi, in Europa, America, sud America, Australia, invito sempre a mantenere la religione originaria. Ma fra milioni di persone ci sono anche coloro che sono molto interessate a nuovi credi e devono essere liberi di farlo, sempre con rispetto per la fede e la cultura di origine. Da decenni gli insegnamenti buddhisti sono conosciuti in America e in Europa. A volte c’è il rischio che ci siano persone che approfittano di questi nuovi fedeli per i loro scopi economici e sessuali. La presenza e l’attività di un istituto come questo e di un monastero hanno un ruolo importante nella diffusione della pratica del buddismo. Per prevenire abusi. Io credo sia importante per evitare speculazioni rendere tutto pubblico, farlo sapere al mondo».

Profughi e rifugiati: aiutiamoli nei loro paesi. «Se uno si chiama rifugiato vuol dire che ha dei problemi - dice il Dalai Lama - se scappa in Italia dal nord Africa e dalla Siria come molti migranti fanno è perché si trova in pericolo di vita. Ma quando sono troppi i migranti, i profughi, il buon cuore e l’accoglienza non bastano più, c’è il problema di gestirli. Quando questo succede, bisogna dirlo. E dirlo forte. Lo deve dire l’Italia e l’Europa, altrimenti tra vent’anni non saranno più Italia, nè Euroipa. Ma Africa, o Asia. Quindi, accanto all’accoglienza, fondamentale, dobbiamo anche prevenire, prestando attenzione ai loro posti di origine, dove ci sono problemi economici, conflitti religiosi, grande divario fra ricchi e poveri, divario fra nord e sud del mondo. E dobbiamo cercare soluzioni a lunga scadenza per migliorare la confidenza nelle popolazioni più povere e affinché i più ricchi provvedano con infrastrutture e tecnologie a dare loro istruzione e opportunità».

L’etica naturale contro la corruzione. «I problemi maggiori derivano dagli uomini stessi, quindi dobbiamo risolverli noi stessi», spiega il Dalai Lama. «I problemi sorgono perché pensiamo che noi siamo noi e loro gli altri da noi, ma siamo tutti fratelli e sorelle: 7 miliardi di uomini e donne con gli stessi problemi, dall’economia al riscaldamento globale, alla corruzione. Gli uomini e le donne del XX secolo hanno trovfato una realtà completamente diversa dai secoli passati, quindi devono cambiare il modo di mettersi in relazione con la realtà. Come? Con l’etica e il buon cuore. L’etica deve essere quella umana, naturale. Io la chiamo igiene emotiva. Con scienziati americani e tedeschi stiamo facendo esperimenti scientifici su volontari, che seguno tre settimane di addestramento su come gestire la nostra mente a livello emotivo. Dopo solo 3 settimane, con nuove analisi, si vede che migliorano le loro condizioni generali di salute. E sono più felici. Questi concetti di etica e buon cuore vengono dal senso comune. Dobbiamo insegnarle nelle scuole. Negli Stati Uniti con università e centri di studi abbiano redatto un curriculum scolastico di etica da introdurre all'università».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

(ALTRO SERVIZIO A PAGINA 9)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera