Il Tirreno

«Garanzie sugli stipendi e sul futuro dei lavoratori»

«Garanzie sugli stipendi e sul futuro dei lavoratori»

Dopo che la Toscana Impianti ha fatto richiesta per il concordato in continuità assemblea con i sindacati: «Vogliamo chiarezza sul piano di ristrutturazione»

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ROSIGNANO. Preoccupazione, ma anche tanta speranza. Questi i sentimenti che si respiravano ieri all’ora di pranzo nei locali del consiglio di fabbrica Solvay, in via Aldo Moro a Rosignano, per l’assemblea dei lavoratori della Toscana Impianti. Oltre cento i dipendenti dell’azienda metalmeccanica che si occupa di servizi industriali e manutenzioni, presenti all’incontro organizzato dai sindacati per fare il punto della situazione dopo al notizia della richiesta di concordato in continuità presentata lunedì dalla società rosignanese.

«Avevamo avuto un incontro - spiega Davide Romagnani a nome delle segreterie unitarie Fiom, Fim e Uilm - un mese e mezzo fa. L’azienda aveva chiarito delle criticità ma ci era stato detto che stava discutendo con altre società per trovare una soluzione».

Ai sindacati è stato detto «che l’istanza di concordato bloccava ogni azione dei creditori e ciò permetteva di continuare a garantire gli stipdendi».

I sindacati, ieri, hanno spiegato la situazione alle decine di lavoratori allarmati riguardo al loro futuro (dei circa 330 dipendenti della Toscana Impianti erano presenti un centinaio, dato che gli altri erano al lavoro nelle varie aziende per cui la società rosignanese segue gli appalti).

«Per noi e per i lavoratori - prosegue Romagnani - due sono le priorità. Prima di tutto la prosecuzione del lavoro e quindi della retribuzione. L’altro elemento è la chiarezza sulle prospettive: vorremo capire cosa succederà». Adesso che la Toscana Impianti ha presentato la richiesta di concordato, infatti, ci sono sessanta giorni perché prepari un progetto di ristrutturazione. «Anche se il piano deve essere sempre approntato - spiega ancora il rappresentante sindacale - abbiamo chiesto alla società un incontro, che presumo si terrà tra il 17 e il 20 giugno, per renderci conto del futuro che potrebbe prospettarsi».

I lavoratori, ovviamente, hanno mostrato di essere d'accordo sulla richiesta di garanzia di continuità lavorativa e di pagamento degli stipendi. «Si chiede anche - dice ancora Romagnani - il mantenimento del patto: se il pagamento degli stipendi ritarda di un giorno viene meno affidabilità». I sindacati chiedono anche «un incontro con la figura che il tribunale potrebbe già individuare prima dell’ok al concordato, per chiedergli prospettive e garanzie. Sappiamo per certo che una volta che il piano sarà dichiarato ammissibile, sarà individuata una figura commissariale che ha il mandato di garantire il soddisfacimento dei creditori». Intanto, il prossimo passo, sarà il nuovo incontro con l’azienda. (a.c.)

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