Provincia, l’ultima seduta del consiglio
Il presidente Kutufà: «Questi 10 anni sono stati l’esperienza più totalizzante della mia vita»
LIVORNO. Sono passati quasi dieci anni, da quando il 12 luglio 2004, Giorgio Kutufà, divenne il presidente della Provincia di Livorno. «L’articolo 54 della nostra Costituzione prevede che “i cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore”, io posso dire in piena coscienza di aver onorato questo giuramento». Il Presidente Kutufà apre la seduta del consiglio provinciale per l’ultima volta e in giro tra i banchi si respira commozione.
«Ho svolto il mio mandato nel segno della Costituzione, ho impiegato ogni energia al buon governo della Provincia – dice con convinzione – ed è stata l’esperienza più totalizzante della mia vita a cui ho dedicato 24 ore su 24, 7 giorni su 7, per ogni settimana di questi ultimi dieci anni». Gli occhi azzurri si alzano a tratti dal foglio con scritto qualche appunto per non perdere il segno. Questa volta, non è solo il bilancio di un’amministrazione che si chiude ad essere relazionato, ma di un intero modo di concepire le province che senza dubbio saranno riformate, anche se ad oggi si resta nell'incertezza riguardo i loro assetti futuri. «Ho attraversato il periodo più difficile della storia della nostra Repubblica, la crisi più devastante sul piano economico, sociale e dei valori - prosegue Kutufà- ma l'ho fatto con grande impegno, collaborando con tutti i governi che si sono succeduti, senza alimentare polemiche sterili, cercando la coesione nel territorio».
I punti del suo programma? «Io sono sempre stato al fianco dei lavoratori, negli anni ci sono state moltissime crisi e mai una non mi ha visto partecipe, presente, con azioni volte a ridurne l'impatto o se possibile annullarne gli effetti». Che in un altro passaggio sottolinea: «Noi siamo vissuti in un momento storico in cui come Provincia siamo passati da una fase di responsabilità ad una progressiva delegittimazione in cui era difficile gestire tutto e rapportarci con gli altri enti con credibilità considerata l’incertezza del domani, ma non abbiamo mai smesso di portare avanti le battaglie, mantenendo i servizi della provincia, i centri per l'impiego hanno retto l’onda d’urto di chi si era trovato disoccupato, mantenuto intatti i servizi turistici, utilizzato al massimo i fondi europei».
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