Il Tirreno

Si accende la luce in via dei Campilunghi

Si accende la luce in via dei Campilunghi

Serviranno più di 16 chilometri di cavi elettrici per rimediare al danno dei ladri di rame

2 MINUTI DI LETTURA





CECINA. Un mese per ridare la luce a via dei Campilunghi, “spenta” dai vandali da più di un anno. Ladri di rame, che tra l’inverno e la primavera del 2012 fecero razzia in questa zona come in via Guerrazzi, via Volterra, via San Pietro in Palazzi, la pista ciclabile lungo il fiume, le Gorette tra la rotatoria e il campeggio, via Po e in via dei Parmigiani.

Chilometri di cavi, oltre cinque, che il Comune di Cecina sta ricostruendo appaltando i lavori con cadenze che devono tenere conto dei vincoli di spesa fissati dal Patto di stabilità. Per chi affaccia su via dei Campilunghi non sarà un’estate al buio. La preoccupazione, lo sconforto e la rabbia di chi lungo questa via ci vive, ci lavora o semplicemente ci transita per andare al mare.

Ad aggiudicarsi l’appalto dei lavori di ripristino dell’illuminazione pubblica è l’impresa viterbese Elettromeccanica Alto Lazio ’87 Srl, che con un ribasso del 27,5% l’ha spuntata sulle altre 57 offerte arrivate all’amministrazione cecinese a fronte del bando che è scaduto lo scorso 5 maggio. L’aggiudicazione, che è definitiva dallo scorso 27 maggio, prevede lavori per poco più di 37mila euro e trenta giorni per eseguirli.

Per rimettere in funzione i lampioni e dare più sicurezza a chi nelle ore notturne utilizza la pista ciclabile per spostarsi verso Vada serviranno più di sedici chilometri di cavi elettrici. Il tutto per ricostruire le linee dell’impianto messo ko dai ladri alla ricerca del rame.

L’intervento consiste nel passaggio di nuovi cavi di alimentazione nei cavidotti esistenti e il rifacimento dei giunti che collegano i lampioni alla linea elettrica.

I lavori prevedono anche un intervento in chiave prevenzione. Semplice quanto efficace. I trenta chiusini di ispezione, ovvero i tombini, che a tratti interrompono la linea dei cavi che corrono nel sottosuolo verranno sigillati con dei punti di saldatura. Una soluzione che si propone di rendere più difficile la vita ai ladri a caccia di rame. E che potrebbe essere estesa a tutto il territorio, e non solo nelle zone già colpite in occasione dei lavori di ripristino dell’illuminazione.

Manolo Morandini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera