Il Tirreno

«Perché nessuno mi aiuta?» Lo sfogo di una giovane madre

di Giuseppe Piccolo
«Perché nessuno mi aiuta?» Lo sfogo di una giovane madre

Ha perso il lavoro e vive in un piccolissimo appartamento con la figlia di 7 anni «Sono stata dai servizi sociali e in Comune. Ora sono anche vicina allo sfratto»

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CECINA. Sara Iodice ha 25 anni e da alcuni mesi sta vivendo una situazione di profondo disagio dovuta alla condizione economica in cui si è ritrovata: sola, con una figlia di 7 anni e senza un’occupazione. Da ciò è scaturita una serie infinita di problemi che via via si sono moltiplicati a fino a divenire insostenibili.

“Mi sono sempre data da fare come potevo facendo i lavori che trovavo” si è sfogata la giovane donna. “La scorsa estate dopo alcuni mesi in cui ho prestato lavoro presso un’impresa di pulizie della zona, ho perso il posto, ritrovandomi totalmente priva di redditi. Da lì l’inizio dei guai: ho smesso mio malgrado di pagare l’affitto di casa, poi la sospensione delle forniture di luce e gas. Vivo di stenti e soltanto grazie all’aiuto di alcuni conoscenti”. Infatti Sara è separata ed il suo ex marito nonché padre della figlia vive a Napoli (città d’origine anche della ragazza stessa) e non fornisce loro nessun tipo supporto economico. La sua più grande amarezza è il fatto che, a quanto pare, le istituzioni locali non abbiano voluto aiutarla in alcun modo dopo che lei stessa si è recata dalle persone competenti per descrivergli la sua condizione. “Alla fine dello scorso anno – aggiunge Sara – mi sono recata presso gli assistenti sociali comunali in Via Rossini per spiegargli la mia situazione. Questi si sono rivelati molto chiari con me, dicendomi con toni alquanto scortesi che “questa è la vita e che avrei dovuto darmi da fare”. Sono d’accordo – afferma Sara - ma costoro avrebbero dovuto trattarmi con più rispetto e dignità visto il periodo che sto attraversando”. Di lì a poco ci fu anche un incontro con l’assessore al sociale Lia Burgalassi, a cui Sara si è rivolta direttamente per la questione abitativa visto il fatto che non poteva più pagare i canoni d’affitto. “L’assessore – racconta Sara - mi ha detto che non ci sarebbe stata nessuna soluzione nei miei confronti per la totale assenza di alloggiamenti”. La donna in preda alla disperazione è andata a bussare pure all’ufficio del sindaco in Piazza Carducci per chiedere di esserne ricevuta. Ma in quell’occasione la segretaria del primo cittadino le disse che il sindaco “non c’entra niente in queste cose”. La situazione sta precipitando di giorno in giorno – conclude Sara – dovendo sopportare anche le continue richieste esercitate dal proprietario dell’appartamento in cui risiedo, il quale m’invita quotidianamente a consegnargli le chiavi e ad andarmene subito”. Ad oggi Sara non ha risolto niente ed insiste nell’invocare un “aiuto” che le possa restituire la dignità che le spetta.

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