Il Tirreno

Armunia, a rischio l’apertura di Limonaia e cinema estivo

Armunia, a rischio l’apertura di Limonaia e cinema estivo

Le strutture fanno capo alla fondazione e dopo l’addio di Iacono, Latrofa e Paolini c’è da capire come e se sarà possibile organizzarne ugualmente la gestione

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CASTIGLIONCELLO. Incertezza sulla stagione teatrale, ma anche sugli immobili gestiti dall'ente culturale. Le dimissioni del Cda della fondazione Armunia generano anche un nodo riguardante la gestione di strutture che dall'anno scorso sono passate appunto dall'associazione (Armunia 1) alla fondazione (Armunia 2). A inizio2013, infatti, la Limonaia e il cinema arena in pineta Marradi (di proprietà del Comune), furono affidati alla fondazione. Per l'estate scorsa, come spiegò a suo tempo il sindaco Alessandro Franchi, fu decisa una gestione temporanea di questi immobili, in modo da garantirne la fruibilità. Ad occuparsi della sala cinematografica anche l'estate scorsa è stata la famiglia Michetti (storica titolare del cinema di Portovecchio che da svariati anni curava anche le proiezioni estive all'area a fianco di villa Celestina). Di fatto, con l'acquisizione del cinema da parte della fondazione, dal 2014 anche l'organizzazione del servizio sarebbe dovuta variare. C'è da capire in che modo, dato che la fondazione non ha più un Cda dopo che nelle scorse settimane il presidente Alfonso Maurizio Iacono, e gli altri due membri Nicoletta Latrofa e Gabriele Paolini hanno inviato una lunga lettera al primo cittadino lasciando il Cda. Se la fondazione non può deliberare in alcun modo riguardo alle strutture di sua competenza, è chiaro che il futuro di questi immobili risulta incerto.

Discorso analogo anche per la Limonaia, il locale a due passi da piazza della Vittoria. Anche per il bar immerso nel verde del castello Pasquini all'inizio dello scorso anno era stato deciso il passaggio dall'associazione culturale, destinata ad essere chiusa, alla fondazione, il cui Cda fu nominato nell'ottobre 2012. L'ipotesi iniziale, per la gestione dell'attività nell'estate 2013, era stata quella di affidare la Limonaia a una sorta di raggruppamento tra cooperativa Nuovo Futuro e istituto alberghiero, che avrebbe permesso anche la formazione degli studenti all'interno del locale. Un progetto che però, per problemi della scuola, non andò in porto, ma che sembrava essere soltanto rinviato al 2014. Adesso c'è da chiedersi cosa accadrà della Limonaia. Perché è innegabile che le dimissioni del Cda comportino instabilità per il futuro del locale. Infine, oltre alla Limonaia e al cinema in pineta, dal 2014 la fondazione Armunia avrebbe dovuto acquisire anche il grande parcheggio retrostante il castello Pasquini quello a cui si accede da via dei Macchiaioli. Il Comune aveva infatti ipotizzato che terminato l'affidamento all'Ati che comprendeva anche la Nuovo Futuro, l'area di sosta sarebbe passata alla fondazione che poi, ovviamente, l'avrebbe data in gestione. Ora che il Cda si è dimesso c’è da capire cosa ne sarà delle strutture “transitate” sotto la fondazione”.

Anna Cecchini

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