Il Tirreno

Ipc contro l’Unione dei colli pisani: «Ente carrozzone»

Ipc contro l’Unione dei colli pisani: «Ente carrozzone»

RIPARBELLA. Insieme per cambiare polemizza contro l’Unione dei colli pisani. «Con tre sindaci in scadenza di mandato - sottolinea Alessandro Lucibello Piani di Ipc - ed un presidente appena eletto...

2 MINUTI DI LETTURA





RIPARBELLA. Insieme per cambiare polemizza contro l’Unione dei colli pisani. «Con tre sindaci in scadenza di mandato - sottolinea Alessandro Lucibello Piani di Ipc - ed un presidente appena eletto che ha già ventilato le proprie dimissioni è stato approvato il bilancio preventivo 2014 dell'Unione dei colli marittimi pisani, quell’ente carrozzone che in tre anni di esistenza è rimasto, nella percezione dei cittadini, un fantasma». Lucibello spiega che si tratta di «un bilancio senza slanci, semplice somma delle singole voci comunali con le abbozzate iniziative del nuovo presidente, Federico Lucchesi sindaco di Castellina, subito smorzate dalla logiche della cautela e dalla mancanza di una comune volontà di cambiare per rendere questo ente qualcosa di più di una maschera obbligata.». E ancora Insieme per cambiare ricorda che «Casale si è dichiarata contraria a cedere l'urbanistica all'Unione, tanto che non ha votato la relazione programmatica di mandato del nuovo presidente; per Montescudaio il sindaco Pellegrini chiede che l'Unione si esprima politicamente sulla delicata e importante questione della gestione della preziosa risorsa idrica rispetto alle pretese della Solvay ma alcuni cercano subito di sfilarsi e solo la compattezza delle opposizioni permette di iscrivere all'Odg del prossimo consiglio la questione». Niente di diverso, secondo il rappresentante di Ipc «sulla scuola, viene bocciato un emendamento al bilancio, proposto dal sottoscritto, con cui si chiedeva di ridistribuire tra tutti una piccola quota delle maggiori spese di trasporto che Riparbella si è accollata per trasportate gli studenti a Montescudaio, scelta che garantisce di non perdere iscritti al comprensorio evitando che anche esso sparisca, ossia costi per la sola Riparbella, già penalizzata dalla chiusura della scuola, a fronte di un vantaggio per tutta l’Unione». Alla fine secondo Lucibello «vince l'immobilismo culturale di chi non vuole affrontare la fatica di cambiare. La persistenza con cui vengono violati i regolamenti e le norme di funzionamento degli organi, dove persino l'abc delle norme di un Comune». Il consigliere di Ipc considera che «un’ Unione così non serve a nulla, non ha coraggio e non crea le condizioni perché il territorio sia valorizzato e siano migliorati i servizi ai cittadini, ora aspettiamo di vedere se i candidati a sindaco sceglieranno la linea della continuità o avranno il coraggio di dire agli elettori la verità: serve ripensare i confini della nostra comunità ma non solo quelli amministrativi bensì di quelli culturali».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera