Il Tirreno

Il Comune annuncia l’ennesimo (costoso) piano “salva pineta”

Al via un percorso per la sostituzione dei pini vecchi e malati È il terzo progetto del genere: ignoti i risultati ottenuti finora

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CASTIGLIONCELLO. Il rebus dei pini che costituiscono la pineta Marradi. L’amministrazione comunale, come fu anni fa per il progetto di urbanizzazione di Poggio Pelato, intende promuovere un percorso tra i cittadini per arrivare alla sostituzione graduale dei pini vecchi e malati, della pineta. Un piano agronomico annunciato due settimane fa durante il convegno tenutosi al Castello Pasquini durante il quale esperti del settore hanno espresso i loro pareri circa lo stato della pineta e gli interventi necessari affinché il parco verde simbolo di Castiglioncello, si conservi nel tempo.

Un piano che, una volta definito, andrà condiviso con la popolazione. Niente di male. Ogni pianta ha un ciclo vitale finito il quale va sostituita. La faccenda non rappresenta una novità per i cittadini. Infatti nel 2005 tre specialisti furono chiamati al capezzale della pineta Marradi: un agronomo, un biologo ed un architetto specializzato nel verde urbano, che visitarono ogni singolo albero del parco per stendere un piano di manutenzione straordinaria della pineta.

Oltre alla visita medica furono utilizzati, dove necessario, altri strumenti diagnostici: uno speciale apparecchio radiografico per valutare la salute dei tronchi degli alberi e un geo-radar (una sorta di ecografo) per valutare la salubrità delle radici. Il sopralluogo con gli specialisti dell’Università di Firenze, come spiegò l’allora assessore Luca Arzilli, fu finanziato dal Comune per redigere un piano di intervento agronomico e costò circa 40 mila euro. L’indagine doveva verificare lo stato di salute dell’apparato radicale, del fusto e della chioma per stabilire la salubrità di ogni singola pianta. Quindi, curarne eventuali malattie. Dovevano essere i tecnici, dissero, a suggerire un piano di intervento di valenza ventennale, piano che prevedeva anche alcuni tagli .

Di qualche tempo dopo è lo studio “Progetto Rea Verde Urbano” effettuato dall’Arpat dove vengono prese in esame tutte le alberature presenti sul territorio comunale. Una sorta di censimento racchiuso in un librone con tanto di fotografie aeree, dove ogni albero situato nelle diverse vie, è stato catalogato: genere, circonferenza, altezza e condizioni di salute nonché interventi fitosanitari e manutentivi consigliati. Ovviamente all’interno dello studio, rientrano anche le alberature della Pineta Marradi. E così si scopre, tanto per fare un esempio, che in via della Pineta, in quegli anni, c’erano 763 pini (altezza media tra gli 8 e i 12 metri) 141 quercus ilex (semplicemente lecci) più altre specie come cipressi e tamerici.

Adesso qualche cittadino si sta chiedendo, prima di investire ancora tempo e denaro, che fine abbiano fatto gli studi già finanziati dall’amministrazione comunale e quali siano stati i loro esiti nel tempo. Prima dare il via a un nuovo piano agronomico forse sarebbe opportuno dare risposta a queste domande.

Alessandra Bernardeschi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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