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Soda, produzione ridotta e rebus sulla fusione Pvc

Soda, produzione ridotta e rebus sulla fusione Pvc

Ineos pensa di vendere tre stabilimenti all’estero, dopo che l’Europa ha avviato un’indagine sulla joint-venture. L’azienda: «Rosignano non è a rischio»

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ROSIGNANO. Non è ancora stata concretizzata e già potrebbe dover vendere alcune unità produttive, per evitare di “turbare” il regolare andamento del mercato. L’ipotesi di joint venture tra Solvay e Ineos per la produzione del Pvc (produzione, lo ricordiamo, che non avverrebbe a Rosignano) è ancora sotto osservazione da parte della Commissione Europea, che nel novembre scorso ha deciso di avviare un’indagine approfondita sul progetto di fusione.

Mentre la Commissione prosegue il suo percorso di approfondimento, le due multinazionali Ineos e Solvay hanno presentato alla un pacchetto di misure che potrebbero evitare quel danneggiamento del mercato internazionale del Pvc ipotizzato dalla Commissione Europea.

«Per rispondere - fanno sapere da Solvay - alle ipotesi di concorrenza sulla produzione di Pvc avanzate dalla Commissione Ineos e Solvay hanno proposto, in caso di ok alla joint venture, di cedere alcuni impianti che producono Pvc» Impianti che sono di proprietà di Ineos e che, secondo il piano per la joint venture, dovrebbero rientrare nella fusione e quindi passare sotto il nuovo soggetto formato dalle due multinazionali.

«Ovvio che in questo modo - spiega ancora Solvay - si risolverebbero eventuali problemi legati al mercato del Pvc». Tre gli stabilimenti che Ineos ipotizza di mettere in vendita (Schkopau in Germania, Beek in Olanda e Mazingarbe in Francia), mentre entro la prima metà del 2014 la Commissione Europea dovrebbe pronunciarsi definitivamente sulla fattibilità della joint venture.

Solvay assicura che una eventuale manovra di immissione sul mercato di alcune unità produttive legate al Pvc non interesserà in alcun modo lo stabilimento di Rosignano, ma è innegabile che il passaggio di unità produttive da Solvay a Ineos possa apparire come il principio di una volontà di ridimensionamento dello stabilimento rosignanese.

«La joint venture - spiega Rossella Vallini, coordinatrice Rsu Solvay - prevede il passaggio di 135 lavoratori da Solvay a Ineos, che di fatto, ottenendo anche gli impianti di clorometani e elettrolisi, avrà su Rosignano un distaccamento».

Di fatto, alla multinazionale belga a cui Rosignano deve il nome, in caso di partenza ufficiale della joint-venture, resterà un comparto produttivo assai più ristretto: soda, perossidati, cloruro di calcio e bicarbonato. Un settore produttivo che tra l’altro è in crisi, a causa dell’immissione sul mercato (principalmente quello europeo) di soda naturale turca a prezzi indubbiamente più competitivi.

Tanto che nelle ultime settimane la produzione di soda all’interno dello stabilimento locale si è attestato «su circa 1.900 tonnellate al giorno, sulla base dell’accordo sindacale con l’azienda», spiega Vallini.(a.c.)

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