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Primarie, aboliti i 2 euro per votare

Primarie, aboliti i 2 euro per votare

Al termine di una lunga assemblea, il Pd ha approvato la mozione Bianchi: 22 favorevoli, 16 contrari e 7 astenuti

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ROSIGNANO. Un’assemblea del Pd lunga ed infuocata quella che si è tenuta venerdì sera presso la sede del partito in piazza del Risorgimento. Due i punti all'ordine del giorno. Ma visto l'acceso dibattito intorno al primo, ossia la discussione sulla mozione “no 2 euro” per le primarie presentata da Michele Bianchi ed altri iscritti alla precedente assemblea, la “situazione politica nazionale” è stata rinviata a successivo incontro. Mozione comunque approvata in tarda serata con 22 favorevoli, 16 contrari e 7 astenuti. Tra i sostenitori, la maggior parte del comitato di Simone Bartoli, Leonardo Conforti, Camilla Potestà, Arianna Faucci e Roberta Torretti mentre tra i refrattari la presidente del consiglio comunale Lucia Croce, gli assessori Daniele Donati e Margherita Pia, il tesoriere Massimo Garzelli, Lorenzo Taddeucci, Francesco Bartalesi e Daiana Sammurri. Sette invece gli astenuti: il sindaco Alessandro Franchi, il segretario Fabrizio Bagnoli, Enrico Ferri, Chiara Di Cesare, Manuel Quintavalle, Michele Perugi e Gaia Vivaldi. Alle prossime primarie del 9 marzo per scegliere il candidato sindaco del Pd quindi non si pagheranno più due euro, ma l'elettore potrà comunque lasciare un contributo volontario. «L'idea della mozione – ha spiegato Bianchi – nasce sia dall'incontro con le persone che dall'attuale fase politica che ha cambiato il modo con cui i cittadini guardano al partito».

«Abbiamo bisogno di portare – ha sottolineato – più gente possibile a votare e per farlo occorre far prevalere le motivazioni politiche a quelle economiche. La spesa dovrà quindi essere divisa sia tra i comitati elettorali che tra i partiti che fanno parte della coalizione considerando comunque che non mancherà la generosità degli elettori». Durante il tortuoso dibattito si è cercato in tutti i modi di ostacolare la mozione. «Far pagare agli elettori un contributo di 2 euro – ha detto il responsabile dell'organizzazione territoriale Pd, Federico Mirabelli – oltre ad essere previsto dal regolamento regionale per dare omogeneità al territorio, non limiterebbe la partecipazione. Le primarie servono anche come elemento di finanziamento per il partito». Un appello alla responsabilità il suo che ha tentato il tutto per tutto con la richiesta a fine serata, di scegliere di non votare optando invece per la possibilità di un approfondimento in sede territoriale. Niente da fare. «Il voto è libero e non si paga», ha detto Samanta Olindo e nonostante chi come Bartalesi e Garzelli abbia evidenziato che le spese e la libera organizzazione impongono di trovare una copertura finanziaria per un partito con scarse risorse in cassa (poco più di mille euro) ha prevalso la «volontarietà e non l'obbligatorietà del contributo».

Elisa Pastore

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