Il Tirreno

Un rilancio fatto di locali chiusi

di Anna Cecchini
Un rilancio fatto di locali chiusi

Pineta Marradi: ci sono i piani per la riqualificazione, ma villa Celestina, ex Ciucheba e Tennis sono ko

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CASTIGLIONCELLO. Ventuno progetti per riqualificare la pineta Marradi, con tanto di idee innovative per rendere sempre più fruibili gli immobili presenti all'interno del polmone verde di Castiglioncello. Tanti sono stati i piani presentati prima di Natale al Comune da altrettanti gruppi di professionisti in arrivo non solo da tutta la Toscana, ma anche dall'estero. Un successo che è indice da una parte del forte interesse degli addetti ai lavori per un’ipotesi di rivitalizzazione globale della pineta e dall'altro della chiara intenzione dell'amministrazione di investire nel simbolo indiscusso del turismo locale.

Il problema è che mentre il Comune si è affannato a pubblicizzare il concorso di idee, organizzando anche un'ampia mostra dei progetti all'interno delle sale del castello Pasquini (l'esposizione andrà avanti fino al 7 marzo), la pineta Marradi ha continuato il suo declino. Perché è innegabile che il salotto buono di Castiglioncello, soprattutto negli ultimi mesi, stia andando incontro a un abbandono. A mostrare segni di sofferenza non è soltanto il patrimonio verde, che il Comune sta pensando di rinnovare parzialmente con una serie di campagne di ripiantumazione dei pini più vecchi e malati, ma soprattutto la componente commerciale che gravita all'interno della pineta castiglioncellese. Ne è dimostrazione la chiusura "a sorpresa" del Tennis club, locale che è un po' il simbolo della pineta stessa.

Marco Neri, che aveva preso in gestione ristorante, bar e campi da tennis due anni fa, ha deciso di non rispettare i tempi della convenzione, prevista fino al 2017. Ma il locale cult della pineta non è l'unico ad aver chiuso i battenti, visto che a poche decine di metri c'è anche villa Celestina. Inaugurata nel 2006, dopo anni di battaglie per la riqualificazione e 2,6 milioni di euro spesi, fu presentata come il fiore all'occhiello della Perla, soprattutto in considerazione della collaborazione tra Comune e Università di Pisa. Una collaborazione che avrebbe dovuto far sorgere a Castiglioncello un centro di biologica marina di qualità, e che invece dopo sette anni, è stato praticamente inutilizzato. La convenzione tra amministrazione e ateneo è scaduta oltre un anno fa e da mesi Comune e Università si rimpallano una decisione che ora appare improcrastinabile: stop al centro universitario per carenza di fondi. Fatto sta che nell'attesa di una scelta definitiva, nei seminterrati di villa Celestina sono ammucchiati quei computer e microscopi che l'Università avrebbe dovuto usare per studiare fondali e fauna marina. Mentre la villa viene usata soltanto per sporadiche iniziative del centro di educazione ambientale o per assemblee e incontri pubblici. Evidente che quest'utilizzo parziale della struttura non contribuisca al progetto di rilancio della pineta.

Nota dolente dell'immagine del polmone verde, e di tutta Castiglioncello, resta ovviamente anche l'ex Ciucheba. Chiuse le sale da ballo, l'edificio è stato abbandonato in attesa che la nuova proprietà parta con il progetto di riqualificazione. Il problema è che l'intervento slitta da anni, mentre il Ciucheba perde pezzi e di certo così malconcio non giova al turismo del luogo.

Ecco, la chiusura del Tennis è l'ennesima batosta per la fruibilità di pineta Marradi. Una batosta che viene dopo anni di problemi, visto che anche con la passata gestione il rapporto fu chiuso in modo repentino e non troppo indolore. Adesso il Comune dovrà sbrigare velocemente l'iter per dare nuovamente in gestione il Tennis. Oppure potrebbe pensare, visto che le convenzioni con privati non sembrano essere il miglior modo di gestire il complesso, di mettere in vendita il Tennis club. Come ha fatto con La Capannina, nella speranza ch e un imprenditore serio decida di investire nel rilancio globale della struttura.

Perché se è vero che a fronte di tante chiusure di locali ci sono state anche importanti inaugurazioni, prima fra tutte quella del Cardellino il ristorante bar sul solarium della pineta Marradi che continua a garantire servizi a cittadini e turisti, è altrettanto vero che il rilancio del turismo passa innegabilmente dalla costruzione di un tessuto economico che a Castiglioncello sembra essersi un poco sfaldato. Non fosse altro che pure la Limonai, la cui proprietà è passata dal Comune alla fondazione Armunia, è rimasta chiusa da settembre e pare destinata anche per la prossima estate a una gestione temporanea e che anche altri locali privati hanno abbassato le saracinesche, primo fra tutti il Dai Dai, sulla baia del Quercetano.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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