Pd furioso: «Cambiate le carte in tavola»
Assemblea molto accesa, c’era chi voleva estromettere Sel dall’intesa. Roventini: «Ora però si ridefinsca il programma»
CECINA. All’interno del Pd la candidatura di Antonio Valentini ha avuto l’effetto di una doccia gelata. Ha stupito proprio quando i giochi sembravano fatti. Proprio quando pareva che si prefigurasse una battaglia tra Samuele Lippi ed Emiliano Costagli con gli amici di coalizione (Psi-Idv-Sel) relegati al ruolo di sparring partner. Invece, nel caos calmo che si respirava dopo la conta dei voti qualcosa si stava muovendo. E a tirare i fili del colpo di teatro, si scopre oggi, che c’erano vecchi volponi della politica locale (almeno due ex sindaci, Cioni e Vanni).
Sono stati loro a tirare la volata al giornalista e costringere il Pd a convocare un’assemblea straordinaria. Un incontro dove qualche delegato ha chiesto di escludere Sel (uscita dal gruppo di maggioranza un anno fa) dalla coalizione. Il che avrebbe evitato la battaglia contro il candidato forte ma sarebbe stato un suicidio politico. La proposta è stata bocciata sebbene il clima resti avvelenato. «Hanno cambiato le carte in tavola –dice Benedetto Roventini, segretario dell’Unione - è bene che Sel ci faccia capire cosa vuol fare e ci spieghi cosa è successo. Fino a venerdì avevamo un accordo e ci eravamo accordati su alcuni punti di massima. Ora non so se sia valido. Da quello che leggo la candidatura di Valentini oltre che da Sel mi pare supportata da una lista civica». Non si parla di esclusione per ora ma di "redifinizione del programma"; ed è in questo percorso che potrebbe ancora prefigurarsi una spaccatura con Sinistra Ecologia e Libertà. Un’eventualità che non dispiacerebbe ad una fetta dell’assemblea e che potrebbe essere perfino “indirizzata”. Del resto saranno anche primarie di coalizione ma il Pd resta il padrone di casa e se non ci fosse una convergenza sui punti di massima il matrimonio in vista del 9 marzo andrebbe in fumo. Questo è l’unico scenario che, ad oggi, impedirebbe a Valentini di correre per la candidatura a sindaco. Le consultazioni tra i candidati e lo stato maggiore del Pd inizieranno la prossima settimana, quando si riunirà anche il comitato organizzatore per la stipula del regolamento. Verrà inserita anche la clausola (basterebbe il buonsenso) che impone a chi si candidata di non impegnarsi in liste civiche qualora dovesse perdere le primarie. Il nome di Valentini, speso per la prima volta in quota renziana, aveva spaccato in due il movimento “Cecina Adesso” ma l’ipotesi di una sua candidatura non era mai del tutto tramontata. Per lui , si stava parlando di lista civica e fino a lunedì scorso erano ben avviati i contatti con il gruppo riconducibile al comitato “Pro ospedale”. Poi, è arrivata l’offerta di Sel e la volata tirata da Claudio Vanni e Renzo Cioni: all’interno del Pd ha avuto l’effetto della Stangata. Questo perché solo una settimana prima, nel giro delle consultazioni con gli alleati il segretario dell’Unione Benedetto Roventini aveva incassato l’ok da Sel per la partecipazione alle primarie di coalizione ma dal partito di Vendola si erano ben guardati dal far nomi; anzi pareva che si concentrassero sul programma senza spendere candidati (erano già avanti i contatti con Paolo Bertolini che oltre ad essere il candidato Idv è presidente Anpi). Invece, quando dal Pd erano tranquilli e Sel ammessa alle primarie è stata sganciata la bomba.
Uscito dalla porta principale con la rottura degli Adesso, Valentini è rientrato dalla finestra grazie a Cioni e Vanni, senza dover raccogliere nemmeno una firma. Sel è stato il cavallo di Troia per accedere alla primarie; ora che è dentro il giornalista sta allargando la base dei suoi consensi (sono già confluiti un assessore e due consiglieri comunali) per costituire un «cartello della società civile».
Rino Bucci
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