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Sos dalle aziende «Tartassati dagli oneri previdenziali»

CECINA. Nel 2014 le aziende agricole pagheranno contributi più cari. E le associazioni di categoria lanciano l’allarme: «La previdenza per la manodopera agricola è oltre la soglia del 45%

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CECINA. Nel 2014 le aziende agricole pagheranno contributi più cari. E le associazioni di categoria lanciano l’allarme: «La previdenza per la manodopera agricola è oltre la soglia del 45%. L'ulteriore incremento degli oneri previdenziali sul lavoro dipendente non fa che aggravare la struttura dei costi delle imprese agricole», questo il commento del presidente di Aima-Confai, Gianfranco Tirabasso, circa l'aumento delle aliquote previdenziali per la manodopera agricola.

«Il nuovo aumento - spiega il presidente dell'associazione provinciale dei contoterzisti agrari - è la conseguenza di una norma contenuta nel decreto legislativo n. 146 del 1997 che stabilisce, a certe condizioni, un automatismo di incremento annuale del contributo al fondo pensioni pari allo 0,70% annuo. Benché non vi sia stata quindi una deliberata volontà di inasprimento previdenziale da parte di questo governo, quel che è certo è che nessuno ha fatto niente per evitare l'applicazione di un meccanismo che infierisce su aziende messe già da tempo a dura prova dalla difficile congiuntura economica». Secondo l’associazione, l'ulteriore crescita dei contributi colpisce soprattutto l'agricoltura professionale toscana, che fa ricorso a manodopera esterna «per conseguire obiettivi di maggiore efficienza, oltre che di sostenibilità ambientale».

«Auspichiamo pertanto - conclude Tirabasso - che a breve il governo possa rivedere la questione previdenziale tenendo conto delle oggettive difficoltà sperimentate dalle nostre imprese. Altrimenti si finirà per indurre una riduzione dei posti di lavoro anche nel settore agricolo».

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