Pd, i due sfidanti affilano le armi davanti agli iscritti
Ufficializzate le candidature di Alessandro Franchi e Simone Bartoli Parte la corsa per individuare il candidato sindaco di coalizione
ROSIGNANO. La sfida è partita. Con l’assemblea degli iscritti del Pd, ieri sera alla sede dell’Unione comunale in piazza del Risorgimento, di fatto ha preso il via la corsa alle primarie per la scelta del candidato sindaco (di coalizione) che si terranno il prossimo 9 marzo. Il segretario Fabrizio Bagnoli ha ricordato le alleanze raggiunte per formare il gruppo di coalizione, poi l’intervento del presidente dell’assemblea Enrico Ferri.
L’incontro di ieri è servito per “riconoscere” ufficialmente la candidatura di Simone Bartoli - lo sfidante di Alessandro Franchi - e ovviamente per ascoltare le prime linee programmatiche dei due candidati.
Franchi ha ripetuto di aver «dato la disponibilità a proseguire un percorso, per dare continuità a un’esperienza nata meno di cinque anni fa, un progetto iniziato e che mi sento di dover concludere con i prossimi cinque anni». Certo il sindaco uscente ha spiegato di aver preso atto che «alcune cose sono state fatte, altre no, altre ancora sono da correggere. Ovviamente non abbiamo fatto tutto, ne siamo consapevoli, come siamo consapevoli che in questi cinque anni è cambiato il mondo e quindi anche a Rosignano c'è stata la necessità di rimodulare il programma iniziale, anche in considerazione della diminuzione di fondi in arrivo dallo Stato e da Scapigliato».
Nonostante queste difficoltà oggettive, Franchi ha spiegato di non aver perso di vista due priorità. «Non pesare su famiglie e imprese con la tassazione locale, attenzione ai temi del sociale e della scuola, andando semmai ad aggiungere risorse grazie anche alla riorganizzazione della macchina amministrativa». Quanto al futuro, il sindaco uscente spiega che di aver già messo in atto, con la nomina delle 18 persone che compongono il suo gruppo di lavoro, «quel rinnovamento che i cittadini chiedono alla politica. Pur essendo io elemento di continuità ho pensato di chiamare attorno a me persone di assoluta competenza e valore, con le quali abbiamo cominciato a fare incontri specifici, e con cui stiamo elaborando un programma, cercando di dare speranza nel futuro ai nostri cittadini». Due i pilastri su cui Franchi e la sua squadra vogliono fondare il programma: «lavoro e imprese, e i servizi alla persona, con tutti i suoi diritti sociali e civili. Fondamentale la rivitalizzazione di Rosignano e del suo sistema economico di relazioni con i comuni vicini, per farlo emergere come guida del territorio della Bassa Val di Cecina, ma anche nelle sue integrazioni con zone limitrofe come Livorno, Collesalvetti e Pontedera, a cui legare il sistema industriale e produttivo locale».
Simone Bartoli ha prima di tutto voluto fare chiarezza sulla sua candidatura: «voglio sgombrare il campo da ogni ipotesi di divisione del partito, che non esiste. Stiamo solo dando alla cittadinanza l’opportunità di scegliere il candidato, tra l’altro secondo regole che il Pd si è dato, quindi non facciamo forzature».
Bartoli ha proposto «visto che il Pd deve fare il massimo per garantire partecipazione alle primarie, di non far pagare due euro a chi vota. È vero che il regolamento nazionale lo prevede, ma quello regionale spiega che se un’assemblea locale lo decide può non far pagare».
Bartoli ha inoltre ribadito che «la mia candidatura è legata al fatto che io e chi mi sostiene dà giudizi negativi all’a amministrazione, che non tanto ha fatto scelte sbagliate, quanto ha avuto difficoltà ad assumere scelte».
Parlando di punti programmatici lo sfidante di Franchi ha sottolineato che i punti focali del suo programma riguardano «l’emergenza sociale che a me sembra aumentata, ecco che bisognerà rivedere la spesa per sociale, nella quantità e nella forma. I contributi a pioggia non sono più possibili. Per quanto riguarda il lavoro, ci vuole attenzione a forze imprenditoriali capaci di investire e maggior attenzione alle colline, cosa a cui teniamo particolarmente. Per quanto riguarda l’aspetto del paese credo si debba spostare l’attenzione dalla progettazione alle manutenzioni».
Per quanto riguarda la partita della costruzione delle coalizioni, Bartoli ha voluto precisare che «è stata gestita in maniera troppo frettolosa da parte della segreteria, e se sarò io il vincitore delle primarie si dovrà riaprire il ragionamento con le forze del centro sinistra. Ciò non vuol dire andare ad un accordo con loro, ma certo un approfondimento programmatico non si può fare in una riunione di due ore». (a.c.)
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