Una via crucis laica sui luoghi dell’orrore
Pellegrinaggio da Vada a Marittimo a Gabbro per ricordare le vittime dei nazifascisti e della guerra a Rosignano
VADA. In occasione del Giorno della Memoria, con cui il 27 gennaio si ricorda la Shoah, il Comune di Rosignano, l'Anpi e la Commissione Pari Opportunità, hanno promosso un pellegrinaggio laico per ricordare le tragedie dell'Olocausto e della seconda guerra mondiale che hanno segnato duramente anche il nostro territorio. Al pellegrinaggio hanno partecipato rappresentanti delle terze, quarte e quinte di Iti, Ipsia e Alberghiero e alcuni alunni della prime, seconde e terze classi della scuola media Fattori. Con loro anche i membri dell'amministrazione comunale Lucia Croce, Daniele Donati, Elena Ciaffone e il sindaco Alessandro Franchi e in rappresentanza della comunità ebraica Jonathan Bello. Giacomo Luppichini, presidente dell'Anpi di Rosignano ha illustrato agli studenti tutte le tappe del pellegrinaggio. «Dobbiamo ricordare cosa ha significato riconquistare la libertà perché la memoria va conosciuta e condivisa per affrontare la storia futura», spiega Luppichini ai ragazzi. Il pellegrinaggio è partito sotto la pioggia battente dalla stazione di Vada, dove sono stati ricordati i bambini ebrei salvati dalla deportazione da Don Vellutini e dalle famiglie vadesi «Don Vellutini nei documenti degli angloamericani è descritto come “il prete con le mostrine da partigiano sulla tonaca”», racconta Luppichini agli studenti. Ogni tappa del pellegrinaggio è stata scandita dagli interventi musicali di Marzia Pellegrino e Marco Pettorali e da numerose letture di poesie e ricostruzioni storiche dei ragazzi delle medie. «La memoria è radicata nel nostro territorio e crediamo con forza che conoscenza e comprensione del passato siano fondamentali per costruire un futuro migliore» aggiunge Franchi. La seconda tappa è stata piazza Garibaldi a Vada, in ricordo dell'eccidio del 20 giugno 1944, in cui vennero fucilati quattro cittadini. I loro corpi furono esposti in piazza e il paese fu costretto dai nazisti a sfilare davanti ai loro cadaveri. Le successive tappe del pellegrinaggio riguardano Marittimo e Gabbro. A Marittimo nella località del Saracino viene ricordato l'eccidio del 2 luglio 1944 dove le SS uccisero otto persone, i cui corpi rimarranno insepolti per dieci giorni a causa dei combattimenti.
Gli altri luoghi della memoria sono il Vicolo della fonte in ricordo dei partigiani Goriano Gorini, di soli 21 anni, e Lio Picchianti, torturati e fucilati. Luciano Caroti, nipote di Gorini, è intervenuto raccontando «la scelta di Goriano di dedicare la vita all'impegno, alla libertà e alla lotta e la necessità di ricordare oltrepassando l'odio». L'ultimo luogo della memoria è la località Acquabona dove morì la famiglia Nocchi, sterminata il 5 luglio 1944. La testimonianza storica di Gabbro è stata rilevata dalla memoria orale del territorio recentemente grazie al “Progetto Memoria” portato avanti dal Comune di Rosignano, Anpi e Istoreco. A Gabbro nel dicembre 1943 avvenne un rastrellamento di 17 cittadini ebrei sfollati da Livorno e poi deportati ad Auschwitz; tra di loro ci fu un unico superstite, Isacco Bayona, recentemente scomparso. Il pellegrinaggio si è concluso presso la sede del Consiglio comunale di Rosignano dove i ragazzi hanno suonato “Auschwitz” di Guccini, con grande commozione.
Domenica, il laboratorio teatrale della Commissione Pari Opportunità ha portato in scena alla sala don Nardini lo spettacolo "Notti senza stelle", per la regia di Patrizia Fantozzi e con musiche a cura di Luca Priori.
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