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CAOS NEL PD

Marchi si difende: «Strumentalizzato il mio intervento»

Marchi si difende: «Strumentalizzato il mio intervento»

DONORATICO. Il giorno dopo la tesa riunione del Pd, brucia ancora la spaccatura creatasi tra il vicesindaco Roberto Callaioli, che si è ritirato dalla candidatura, e la segreteria locale

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DONORATICO. Il giorno dopo la tesa riunione del Pd, brucia ancora la spaccatura creatasi tra il vicesindaco Roberto Callaioli, che si è ritirato dalla candidatura, e la segreteria locale rappresentata da Sandra Scarpellini. In diversi, tra i presenti, hanno preso le difese di Callaioli, come i consiglieri di maggioranza Massimo Carlotti, Cinzia Mannucci e lo stesso sindaco Fabio Tinti, considerando ingiusto ed illegittimo, l'attacco riservatogli dal giovane consigliere Emanuele Marchi che incitava al rinnovamento e alla scelta di un candidato forte per il comune e soprattutto in rotta col passato.

Marchi non ci sta e vuole rispondere alle critiche e alle accuse che lo hanno visto coinvolto. «Sono rimasto molto male davanti alla reazione contro il mio intervento, puramente politico e non personale. Trovo inoltre che sia stato utilizzato in maniera pretestuosa e resto ancora più amareggiato. Mi pare ridicolo che un partito, alle porte di elezioni primarie, con il traguardo di governare un'amministrazione, si concentri su un banale intervento di un inesperto politico, uscente consigliere comunale e giovane iscritto di 23 anni. Il punto politico, però, non cambia affatto. Credo che un rinnovamento sia inevitabile se si vuole vincere. L'obiettivo era quello di porre una candidatura come elemento di discussione.

E la nostra è quella di Sandra Scarpellini. La tesi della blindatura e della spinta verso un candidato unico, poi, la lascio a chi l'ha avanzata; e rispetto a questa preciso .Penso che stavolta abbiamo un candidato forte. Si chiude un ciclo, termina una stagione. Come si suol dire, tutti sono importanti, nessuno è indispensabile (e io ne sono la prova perché non mi ricandiderò ne ricoprirò incarichi nella prossima legislatura). Sono stato oggetto - nonostante la mia assenza e senza che mi fosse comunicato prima, come i basilari rapporti umani suggeriscono - di critiche aspre perché avrei demolito l'operato di una amministrazione. Infine non accetto che si usi un simile pretesto per coprire operazioni di altro fine, come capro espiatorio per spargimenti di sangue nelle primarie". In corsa dopo il ring di partito restano quindi le quote rosa di Sandra Scarpellini e Monica Giuntini. (d.v.)

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