Io renziano di destra, ora mi faccio da parte
Villani (Fratelli d’Italia) lascia: «Serve ricambio». Il centrodestra? «Vince con un patto tra gentiluomini»
CECINA. Una legislatura trascorsa nelle file di An e un’altra dove si è seduto prima tra i banchi del Pdl e poi, quando lo scenario nazionale è cambiato, in quelli di Fratelli d’Italia. Avvocato, Francesco Villan ha passato un decennio in consiglio comunale.
È stato tra i più presenti nelle sedute consiliari. Si definisce di destra, «quella che nasce dal socialismo» ma guarda con interesse alle proposte di Matteo Renzi («lo faccio da tempo, non come qualche cecinese che oggi di renziano ha solo la cravatta») e ritiene che qualche idea, in ambito locale, avanzata da «persone di sinistra possa essere sposata dalla destra».
Forse, per questo, da più parti è stato detto che l’azione delle minoranze in consiglio è stata debole.
«Per quanto mi riguarda non sono molto d’accordo. Le mozioni che ho presentato sia quando ero nel Pdl che da autonomo e poi con Fratelli d’Italia lo dimostrano. Casomai c’è stata un’azione propositiva e non d’ostruzionismo. Penso ai documenti sul mercato di Marina, sul centro sociale, sui parcheggi. Abbiamo presentato proposte e consigliato soluzioni. E spesso, l’amministrazione ha accolto le nostre mozioni facendole proprie. Anche se in molti casi non le ha attuate».
Come giudica l’operato del gruppo di minoranza in questi cinque anni?
«Ritengo che sia stata una legislatura positiva. Non ci sono state grandi battaglie ideologiche e siamo andati sul concreto. Mentre negli ultimi anni del mandato Pacini si guardava più all’aria che tirava in ambito nazionale e si agiva. Se ci dobbiamo rimproverare qualcosa è che non abbiamo saputo comunicare».
La stessa critica che viene mossa alla maggioranza.
«Non sono stati incisivi. Si sono appiattiti sulla scelta della squadra di governo e raramente hanno portato contributi per indirizzare la giunta. Un atteggiamento che ricorda tempi passati. L’unico che ha provato a cantare fuori dal coro, il consigliere Samuele Di Lascio (sul caso del bando perla stagione musicale, ndr), ha subito un forte ostracismo».
Il Pd locale è alle prese con le amministrative.
«Samuele Lippi è lo sbocco naturale a Stefano Benedetti. Questa candidatura gli toglie anche qualche grattacapo, visto che per un cecinese guadare la federazione di Livorno non è facile. Conosco Emiliano Costagli per ragioni professionali, è un bravo ragazzo, ma non credo che ce la faccia. La potrebbero spuntare i renziani se avessero un candidato forte ma a Cecina mi pare chiaro che ci siano renziani che del sindaco di Firenze hanno solo cravatta».
E la destra? Nel 2009 avevate raggiunto il ballottaggio poi si viete sfaldati.
«Abbiamo pagato anche sul locale la fusione fredda tra An e Forza Italia. Il gruppo in consiglio comunale era forte ma composto da persone di estrazione culturale e ideologica diversa. Io mi ritengo di destra Paolo Barabino, per esempio, era più al centro».
Villani la rivedremo in qualche lista elettorale?
«Non avrei intenzione di candidarmi. Sono in consiglio comunale da dieci anni anche se non mi ritengo vecchio. Però, è giusto che ci sia il ricambio. Servono persone e idee da contrapporre al monoblocco della sinistra»
Il centro destra può vincere le amministrative?
«Possiamo superare il risultato del 2009. In città c’è voglia di cambiamento e una grande sfiducia per i fallimenti della sinistra. Per arrivare alla fascia tricolore serve un patto tra gentiluomini un programma da portare ai cittadini che contenga pochi obiettivi ma concreti e realizzabili».
Rino Bucci
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