«Accordo Opificio-Franchi per le primarie»
I renziani si spaccano in due, il comitato delle colline chiede trasparenza e maggior partecipazione
ROSIGNANO. Arrivano a ipotizzare un vero e proprio accordo tra una certa area renziana, quella che fa riferimento all’Opificio e principalmente al suo presidente Paolo Rotelli, la corrente che nei mesi scorsi ha sostenuto Cuperlo e il sindaco uscente Alessandro Franchi. Motivo dell’accordo? Sarebbe quello di ottenere visibilità (e qualche poltrona), attraverso l’azzeramento dell’attuale giunta. In cambio Franchi avrebbe l’appoggio incondizionato dei renziani che fanno capo a Rotelli.
Questa l’ipotesi avanzata da un altro gruppo di sostenitori del sindaco di Firenze, quelli che fanno parte del comitato Renzi delle colline di Rosignano. Che, evidentemente, sono in disaccordo con la corrente “solvaina”.
«Il sindaco di Firenze - scrive il comitato renziano delle colline - ha vinto finalmente la sua battaglia interpretando, talvolta anche in maniera provocatoria, l'esigenza di un radicale cambiamento della politica e della società italiana. Ma soprattutto ha stravinto contro la nomenclatura del Pd, colpevole di avere dato, negli ultimi vent'anni, un'immagine della sinistra non molto diversa e certamente non migliore di quella che era stata nella prima Repubblica, con in più la presunzione di voler egemonizzare un Centro -sinistra il quale, proprio per questo, non è mai stato completamente vincente nell'anima degli Italiani». Poi il comitato passa ad analizzare la situazione di Rosignano: «Anche a Rosignano, superando il 75% dei consensi - scrive - la proposta di Matteo Renzi è risultata vincente oltre ogni previsione. Ma l'obbiettivo di un reale e profondo cambiamento non è di facile realizzazione.
Il primo ostacolo, paradossalmente, è il sovraffollamento. La calca, resa caotica e scomposta da chi negli ultimi mesi è corso sul carro del vincitore, può offuscare il percorso di un reale ed urgente rinnovamento della politica, a tutto vantaggio delle convenienze personali, seguendo un'usanza abusata dalla politica italiana, di gattopardesca memoria, secondo la quale si predica il nuovo per mantenere il vecchio». A conferma di questo ragionamento, il comitato renziano delle colline di Rosignano spiega che «all'indomani dell'8 dicembre, è subito corsa voce di un accordo tra il sindaco, l'area di Cuperlo e una parte dei Renziani che si raccoglie intorno al presidente dell'Opificio, il quale prevede che il primo cittadino uscente, in chiaro calo di consensi, rinunci al diritto automatico del secondo mandato istituzionale accettando le primarie, con la manifesta speranza di rigenerarsi». Insomma, al comitato collinare questo ipotetico accordo non va giù.
«Quei renziani, per la verità non molti, da parte loro gli avrebbero assicurato l'incondizionato sostegno elettorale ottenendo sia l'azzeramento dell'intera giunta, sulla quale evidentemente andrebbe a gravare l'intera responsabilità del fallimento politico ed amministrativo dell'attuale legislatura, sia la presidenza di Rea per un personaggio influente di quell'area». Questo comportamento, sempre secondo il comitato, «potrebbe spiegare anche il perché di una rinuncia affrettata a presentare candidature di area renziana».
Secondo il comitato «è deludente constatare inoltre come la storia non insegni ad evitare errori già commessi. I componenti del comitato Renzi delle colline condannano pratiche di governo condotte senza la necessaria partecipazione e il preventivo coinvolgimento dei cittadini. E soprattutto senza la massima trasparenza».
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