Il Tirreno

Migliaia di euro dimenticati in banca ecco come riaverli

di Rino Bucci
Migliaia di euro dimenticati in banca ecco come riaverli

Sono su polizze e conti correnti fermi da almeno dieci anni Se non vengono reclamati da titolari o eredi vanno allo Stato

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ROSIGNANO. Sembrerà quasi impossibile ma anche in tempi di crisi esistono conti correnti che restano dimenticati. E non sono pochi. Basti pensare che tra Rosignano, i comuni costieri della Bassa Val di Cecina (Cecina, Rosignano e Bibbona) e Montescudaio esistono oltre trecento conti di cui nessuno si preoccupa da diverso tempo (almeno dieci anni). Ogni anno, a livello nazionale, circa un milione di euro entra nello status dormiente.

Conti dormienti Di solito si tratta di cifre non esorbitanti ma di sicuro sopra i 100 euro visto che è questa la soglia minima per essere censiti sul sito di Consap, la società che ha avuto l’affidamento del servizio di controllo dal ministero del Tesoro. In genere, si tratta di depositi (libretti a risparmio bancari, cassette di sicurezza, conti correnti, strumenti finanziari, contratti di assicurazione, assegni circolari mai rimborsati, titoli azionari e obbligazioni appartenenti a persone decedute o scomparse) che non risultano più movimentati da dieci anni a partire dalla data di libera disponibilità delle somme. C’è, però, un modo per “risvegliare” il conto dormiente e rientrare nella disponibilità di quanto contiene. Gli intestatari, o gli eredi nel caso dei defunti, hanno sei mesi (180 giorni) dalla pubblicazione del rapporto da parte di Consap per riattivare il conto. Se, invece, nessuno si preoccuperà di reclamare le somme il denaro sarà girato in un fondo statale.

In zona. Solo nel 2013, Consap ha rilevato nel rosignanese ben 17 conti dormienti (i nomi dei titolari sono nel box di spalla), che diventano 128 se iniziamo a contare dal 2008 all’anno appena passato. Numeri in linea con Cecina dove nel 2013 sono stati 26 i conti dormienti e 118 negli ultimi cinque anni. Seguono Bibbona e Castagneto con rispettivamente 3 e 6 conti correnti inutilizzati nell’ultimo anno e 56 e 21 dal 2008 al 31 dicembre 2013.

Nella maggior parte dei casi i soldi entrano nella casse dello Stato perché i conti sono intestati a persone defunte o anziane. E spesso parenti ed eredi non sono a conoscenza della loro esistenza.

L’iter. Dal 2010, però, è possibile tornare in possesso dei soldi anche dopo che il conto è stato accantonato e ci sono altri dieci anni di tempo per richiedere il rimborso. Basta inviare un modulo di richiesta, reperibile sul sito www.consap.it. Inoltre per informazioni è attivo anche un call center al numero 85796444 nell’orario 9-17 dal lunedì al venerdì. Al modulo devono essere allegati copia di un documento di identità, copia del codice fiscale, eventuale certificato di morte del titolare nel caso in cui sia deceduto e siano gli eredi a reclamare il conto, copia del libretto di deposito o dell’assegno circolare e l’eventuale dichiarazione di qualifica di erede del titolare.

I tempi. Le domande saranno esaminate e potrebbe trascorrere fino ad un anno prima di ottenere il rimborso del denaro. Non hanno diritto al rimborso i titolari di assegni circolari non riscossi entro i 3 anni dall’entrata in dormienza, i beneficiari di importi relativi a contratti di assicurazione una volta trascorsi 2 anni e quelli di buoni fruttiferi postali non riscossi entro 10 anni.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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