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Il suono limpido dell’organo rinato
Lo strumento presentato alla cittadinanza nella piccola chiesa di Bolgheri
BOLGHERI. Acceso dalla musica soave del maestro organista Stefano Pellini da Modena, l’organo della chiesa dei santi Jacopo e Cristoforo a Bolgheri ha ripreso ieri a suonare. Alle sei in punto don Antonio Carraro, emozionato, ha rivolto poche ma sincere parole ai fedeli e al sindaco di Castagneto, Fabio Tinti.
Poi ha chiamato all’altare i restauratori, Barbara Ales e Nicola Puccini, che hanno illustrato come, con pazienza e perizia, lo strumento è tornato a nuova vita. Non è stato un intervento per niente facile né breve, ma alla fine la soddisfazione è stata grande. Chi ha assistito ai 45 minuti di concerto, tra arie notissime e brani scritti da compositori famosi per il Natale, è rimasto senza parole. Sia per la bravura dell’organista, che prima di eseguirli ha spiegato tutti i pezzi inquadrandoli dal punto di vista storico, sia per il timbro dello strumento, limpido, potente e profondo.
Il tempo è volato via, leggero, tanto che alla fine del concerto don Antonio ha chiesto al maestro un bis con i fedeli in piedi a cantare. Insomma, la chiesa bolgherese ha recuperato una parte del suo prezioso patrimonio, che ora deve essere tutelata e valorizzata. Lo strumento, costruito da Giacobbe Paoli di Campi Bisenzio alla fine dell’800, si trova ora di lato all’altare e non più al piano superiore. È l’occasione per visitarlo, conoscerlo da vicino e fotografarlo. Con la speranza che, tra non molto, sia organizzato un altro concerto, magari alla presenza delle scuole del paese, perché la musica sacra ha valore e deve essere tramandata.
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