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Con l’antico organo torna a suonare la storia di Bolgheri
Concluso l’intervento di restauro sul prezioso strumento Oggi alle 18, in chiesa, la presentazione alla cittadinanza
BOLGHERI. L’antico organo, risalente alla prima metà dell’800, tornerà a splendere nella chiesa bolgherese dei Santi Iacopo e Cristoforo. Si è infatti concluso nei giorni scorsi l’intervento di restauro e il rinnovato organo sarà presentato oggi alle 18 alla cittadinanza nella chiesa, alla presenza del parroco don Antonio Carraro. Lo strumento, costruito da Giacobbe Paoli di Campi Bisenzio, è un capitolo di storia del paese caro a Giosuè Carducci.
Il restauro è stato curato da Barbara Ales e Yuri Nobili, del Centro Restauro di Donoratico, con l’ausilio dell’organaro Nicola Puccini della “Bottega Organara” di Migliarino. Due le fasi di restauro eseguite: la prima ha interessato la cassa esterna, simile a un armadio, mentre il secondo l’intera parte strumentale (ovvero le sezioni in ferro, legno, stagno e piombo come le canne, il somiere, la tastiera e le relative meccaniche, la pedaliera e i mantici).
Il recupero è stato reso possibile grazie alla collaborazione con la Soprintendenza alle Belle Arti di Pisa, oltre al finanziamento della Cei – la Conferenza episcopale italiana – e della parrocchia che hanno reso esecutivo il progetto e stabilito i tempi dell’intervento.
Un recupero importante che si aggiunge ad altri già compiuti dalla professionista Ales, sempre a Bolgheri. Si ricorda, ad esempio, il restauro del coro e del mobile della Sacrestia.
La chiesa dei santi Jacopo e Cristoforo venne edificata assieme al castello (all’epoca di proprietà della famiglia della Gherardesca) all’inizio del 1.500. Alle spalle dell’altare, si apre una porta che introduce alla cappella battesimale. Lo strumento si trova al piano superiore, dove veniva suonato in modo che la musica si diffondesse attraverso le finestre. Questo sulle base delle testimonianze, in realtà è difficile risalire al periodo e alle personalità di chi l’ha suonato.
«Siamo molto soddisfatti del restauro e di aver rispettato i tempi preventivati – ha spiegato Nobili – La Soprintendenza è stata molto contentata del risultato finale. Mi sento di dover ringraziare a questo proposito la dottoressa Loredana Brancaccio che ha seguito il lavoro. E ancora don Marcello Boldrini, responsabile economato della nostra diocesi e don Antonio, senza il loro impegno infatti il restauro non sarebbe stato possibile».
Divina Vitale
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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